CANTONE
16.07.2018 - 20:400
Aggiornamento : 17.07.2018 - 09:35

«Le casse malati private? Sanguisughe, vanno poste sotto controllo pubblico»

Il duro attacco dei comunisti dopo il caso del 12enne malato di cancro: «Iniziamo un’operazione di boicottaggio»

LUGANO - Raccolte fondi e molte reazioni. La notizia della cassa malati che non intende coprire le spese per il trattamento di un 12enne malato di cancro ha scosso nel profondo la popolazione. E continuano a susseguirsi le reazioni.

«Una storia che fa rabbrividire - commenta il Partito Comunista in una nota giunta in serata -. È la prova che nella ricca Svizzera il diritto alle cure mediche non è ancora garantito e che la privatizzazione della sanità sta diventando pericolosa per la comunità».

I comunisti trovano «comprensibile umanamente» che molti cittadini abbiano aderito a una colletta, per raccogliere fondi a sostegno della famiglia colpita, ma ritiene pure che non sia questa una soluzione: «Da anni stiamo pagando premi di cassa malati in perenne aumento e ora le assicurazioni private arrivano persino a rifiutare le cure a un ragazzo malato di cancro - si legge ancora nel comunicato -. E’ inammissibile!».

Il Partito Comunista chiede il nome della cassa malati in questione per «iniziare un’operazione di boicottaggio e dare subito via a una battaglia politica e giuridica per punirla». Quindi riflette su una soluzione possibile. «Bisogna infine capire che queste situazioni continueranno a succedere finché non si andrà alla radice dei problemi: abolire questa giungla di casse malati private che fanno profitti sulle malattie dei cittadini è un dovere civico».

La nota conclude con una richiesta, quella che il sistema sanitario sia nazionalizzato. «Ci vuole una cassa malati unica, pubblica e coi premi in base al reddito e alla sostanza».

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