Cerca e trova immobili
TICINO

"Altro che auto, ci ha venduto un catorcio!"

La prima vettura non si scorda mai, soprattutto se ti hanno tirato un bel "bidone"
Foto Colourbox
"Altro che auto, ci ha venduto un catorcio!"
La prima vettura non si scorda mai, soprattutto se ti hanno tirato un bel "bidone"
LUGANO - La gioia della patente e l’euforia per l’acquisto della prima quattro ruote si sono trasformate in un incubo per Gabi (nome noto alla redazione, ndr). "Circa cinque mesi fa ho acquistato  una macchina. Il vend...

LUGANO - La gioia della patente e l’euforia per l’acquisto della prima quattro ruote si sono trasformate in un incubo per Gabi (nome noto alla redazione, ndr). "Circa cinque mesi fa ho acquistato  una macchina. Il venditore ci ha assicurato che tutto era a posto, che non dovevamo preoccuparci, invece...". Dopo pochi mesi, venerdì scorso per la precisione, l’auto incappa in un posto di blocco della polizia. "Siamo caduti dalle nuvole, gli agenti ci hanno detto che la macchina non era a norma di legge. Il controllo dei gas di scarico era scaduto, il mezzo aveva difetti ovunque e, ciliegina sulla torta, non era nemmeno stato collaudato. Mi hanno fatto una multa di 340 franchi per questo motivo. Per non parlare i 100 franchi per le gomme lisce".

Insomma la nostra interlocutrice sembra essere salita su una macchina infernale. "Sono tornata dal rivenditore, gli ho spiegato l’accaduto e volevo trovare una soluzione che potesse andare bene a tutti e due. Ma con mio grandissimo stupore sapete cosa mi ha detto? “Per me, dal mio punto di vista, dopo che mi hai firmato la ricevuta potevo venderti anche una macchina con tre ruote. Vai pure dall’avvocato, a me non importa”". Dopo questo ultimo incidente, la ragazza imbocca la via della Giustizia: "Venerdì vado in Polizia con il mio avvocato per vedere che strada intraprendere e, se sarà il caso, farò una denuncia".

Anche i nonni nella rete del bidone – La storia si infittisce. Sembra infatti che il nostro venditore sia un habitué del catorcio. “Anche i nonni del mio ragazzo – ci racconta sempre la nostra interlocutrice – hanno comperato una vettura da lui, a nostra insaputa. Morale della favola: due vecchietti di 75 anni si sono trovati in panne a bordo strada senza sapere che pesci pigliare. Ma secondo voi è giusto fregare anche due anziani?”.

Chi può dunque dare una mano a dei clienti insoddisfatti, anzi arrabbiati? Noi lo abbiamo chiesto all’Upsa (l’Unione professionale svizzera degli automobilisti).

Affiliato o non affiliato? - “Se il garagista in questione è affiliato Upsa – ci dicono – può contattarci perché abbiamo una commissione che si occupa di dirimere eventuali divergenze tra cliente e venditore: chiaramente l’affiliato, avendo firmato il codice etico, ha molti obblighi e impegni da osservare. Se non fosse un nostro membro noi decliniamo ogni possibile intervento perché non abbiamo nessuna competenza e quindi consigliamo di assumere un avvocato perché ci saranno gli estremi per un’azione penale”.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso? - “Il cliente però molto spesso si lamenta che il garagista gli ha promesso mari e monti poi alla fine si trova un catorcio. Capite che se una persona spende 5000 franchi non può pretendere la luna, bisogna fare la giusta parte nelle cose. Bisogna vedere alla fine se l’oggetto vale il prezzo pagato”. Ma alla fine le lamentele si riducono al minimo: “Noi trattiamo circa un caso al mese, spesso e volentieri la persona che chiama l’Upsa ha avuto a che fare con un non affiliato. Dunque noi interveniamo circa su 12 casi all’anno”. 

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE