Scommettono sulla guerra e i discorsi di Trump: «Ma si vede solo chi vince»

Spopolano sui social i video che mostrano laute vincite realizzate su piattaforme come Polymarket. «La realtà diventa un videogioco», spiega Matteo Bizzozero del centro contro le dipendenze Ingrado.
BELLINZONA - Si scommette sul ritorno di Gesù. Su un possibile divorzio tra celebrità. Su che parole utilizzerà Trump nel prossimo discorso. E persino sulla guerra in Medio Oriente, tra bombardamenti e blocchi dello Stretto di Hormuz. A permetterlo è il caotico universo di Polymarket e simili, piattaforme di prediction market ormai diventate popolarissime e che recentemente sui social stanno facendo furore.
Noi ne abbiamo parlato con Matteo Bizzozero, responsabile della sezione disturbi comportamentali presso il centro di competenza contro le dipendenze Ingrado.
«Una mentalità da videogioco»
«I prediction market si pongono come via di mezzo tra l’investimento e la scommessa», spiega. «L’utilizzo di queste piattaforme fa però emergere degli interrogativi etici e morali. Gli utenti rischiano di desensibilizzarsi dalla realtà, perché se una persona sceglie di scommettere su delle dinamiche di guerra chiaramente non sta riflettendo su cosa c’è dietro. Non sta pensando che sta scommettendo su veri e propri bombardamenti, sulla vita e la morte di altre persone».
Chi è in cerca di un guadagno facile, «non si sofferma su questo aspetto, e può entrare in una mentalità da videogioco. Quindi anche se gioco su qualcosa di reale, essendo a me distante, potrei non percepirlo come tale. Tutto si riconduce unicamente al denaro».
«Immagine distorta della realtà»
L’elemento “social”, in questo senso, è particolarmente insidioso. Sono infatti numerosissimi, online, i video che mostrano giovanissimi vincere decine di migliaia di dollari prevedendo che Trump avrebbe proferito una determinata parola nel suo discorso del momento. E collezionano milioni di visualizzazioni.
«Il problema è che chi pubblica questi video mostra solo quando gli va bene, creando un'immagine distorta della realtà. Mentre quel singolo vince, infatti, non si sa quante altre migliaia di persone stanno perdendo. E non si sa quanto può aver perso il tale in scommesse precedenti…o se dopo la vincita si è rigiocato tutto e ha perso».
Non autorizzati...ma comunque accessibili
Di positivo, comunque, c’è il fatto che al momento in Svizzera Polymarket&Co. non sono autorizzati. Ma questo non significa che siano inaccessibili ai rossocrociati. Il semplice utilizzo di una rete VPN, infatti, permettere di aggirare queste limitazioni.
«Polymarket, in teoria, vieta l’uso di VPN e dovrebbe bloccare gli utenti che le utilizzano», chiarisce Bizzozero. «Questo significa che se io ho soldi sull’account o ho delle puntate in corso non ho modo di recuperare il denaro e non sono tutelato in alcun modo». Nel concreto, però, non è dato sapere se questo realmente accada. «È chiaro che nella pratica non so se queste piattaforme siano così regolamentate…perché è nel loro interesse avere più persone che scommettono. E non si sa quanto le autorità americane vadano a controllare se Polymarket lavora correttamente».
Il rischio di legalizzazione, nel nostro Paese, non sarebbe inoltre da escludere. «La mia opinione è che nei prossimi due e tre anni non c’è pericolo. Ma va detto che anche alle nostre latitudini il mondo delle scommesse e delle crypto è in crescita».
«Si crea un'illusione di controllo»
I prediction market, ad ogni modo, attraggono e interessano sempre di più. E a contribuire a questo successo sembra essere una strategia di marketing ben precisa.
«La parola “previsione” richiama il concetto di competenza», spiega l’esperto. «Se io so, posso prevedere. Si crea dunque un’illusione di controllo: ti illudi di sapere e di poter prevedere cose imprevedibili. Il che è diverso da quello che accade di fronte a una slot machine o una roulette».
Sempre più giovani, intanto, finiscono nel loop del gioco d’azzardo. «Polymarket si inserisce in un ecosistema enorme di scommesse. Siamo bombardati da contenuti che fanno sembrare facilissimo fare soldi», conclude Bizzozero. I più giovani, si sa, sono i più vulnerabili, e tra chi chiede aiuto a Ingrado c’è chi ha già accumulato debiti per cifre importanti, anche superiori ai 100mila franchi.
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