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MESOLCINA

Lei che è un'agricoltrice eroica: il video

"Zeki boy" per tagliare l'erba e atomizzatore per i trattamenti in spalla. Le dure giornate della 32enne Madlaina: «Ho ripensamenti tutti i giorni. Ma non cambierei mai vita».
Lei che è un'agricoltrice eroica: il video
Davide Giordano tio/20min
Lei che è un'agricoltrice eroica: il video
"Zeki boy" per tagliare l'erba e atomizzatore per i trattamenti in spalla. Le dure giornate della 32enne Madlaina: «Ho ripensamenti tutti i giorni. Ma non cambierei mai vita».

SAN VITTORE (GR) - A volte si alza già alle tre del mattino. Perché le cose da fare in azienda sono così tante che una giornata di 24 ore sembra non bastare. Nonosante i ritmi forsennati, Madlaina Erni, agricoltrice di Monticello, frazione di San Vittore, in Mesolcina non cambierebbe mai mestiere. E lo dice apertamente. «Di ripensamenti ne ho tutti i giorni – ammette la 32enne nel video realizzato da tio.ch –. Ma questa è la mia vita. È una vocazione».

Una forza della natura – Il 2026 è stato proclamato dall'ONU anno internazionale delle donne agricoltrici. In particolare per dare risalto alla figura femminile per quanto riguarda lo sviluppo rurale e la sicurezza alimentare. Madlaina, con la sua azienda vitivinicola, potrebbe essere una vera testimonial di questa iniziativa.

Quattro ettari e mezzo di vigneti – «La mia decisione – commenta – è maturata una decina di anni fa. Mio padre ha avuto un grave incidente col trattore. Io avevo solo 21 anni e mi sono ritrovata a dovere scegliere cosa fare. È stato come se l'agricoltura mi chiamasse a sé. Ho deciso di prendere in mano l'azienda. Oggi mando avanti quattro ettari e mezzo di vigneti, la maggior parte dei quali con una pendenza che supera il 70%».

Niente comodità – In condizioni simili Madlaina non può di certo usufruire dei comodi macchinari utilizzati dai contadini di pianura. «Uso il "zeki boy" per tagliare l'erba e mi carico l'atomizzatore sulle spalle per fare i trattamenti. Diciamo che non ho bisogno di fare fitness, è già una bella palestra questa. Fa parte dell'agricoltura eroica che pratichiamo in Mesolcina. A fine giornata sono stanca, ma gratificata».

L'aiuto di pecore e galline – Attualmente Madlaina, che conta su un unico collaboratore, arriva a produrre fino a 17'000 bottiglie di vino all'anno. La sua è un'azienda che punta parecchio alla sostenibilità. «Oltre alla parte viticola c'è quella agricola, essenziale per dare senso al mio progetto. Ho una quindicina di pecore. Producono concime naturale, nutrimento organico per le viti. Anche le galline contribuiscono a questa causa».

«C'è sempre da fare» – Che peso ha sulla vita privata la scelta di essere agricoltrice? La 32enne è esplicita: «Ho deciso di vivere coi ritmi della natura. La mole di lavoro cambia tra estate e inverno. C'è, tuttavia, sempre qualcosa da fare. Calcolate che io mi occupo anche della produzione del vino, della promozione coi potenziali clienti, dei contatti. Mi piace l'idea di spingere l'immagine della viticoltura mesolcinese verso l'esterno. Sto cercando di farla conoscere un po' in tutta la Svizzera. La nostra terra ha un microclima interessante, fresco e alpino. Ha futuro».

A cosa serve un anno internazionale dedicato alle agricoltrici?
Le donne hanno da sempre avuto un ruolo cruciale nell'agricoltura. Spesso senza ottenere riconoscimenti adeguati per quanto riguarda la sicurezza sociale, la previdenza, lo stipendio. In Svizzera circa 43'000 donne (su un complessivo di circa 54'000) attive nell'agricoltura sono mogli del contadino. Nel 70% dei casi non ricevono un salario diretto per quanto fanno. Restano relativamente poche (circa 3'000) le donne contadine che si occupano della gestione diretta dell'azienda agricola.


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