Si torna in piazza per il clima

Il collettivo Sciopero per il Clima ha indetto una manifestazione venerdì 13 marzo a Bellinzona.
BELLINZONA - «Le migrazioni forzate causate dalla crisi climatica non sono uno scenario futuro, sono già una realtà». È il campanello d'allarme che ha spinto il collettivo Sciopero per il Clima a tornare in piazza il prossimo venerdì 13 marzo a Bellinzona.
«Secondo un rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), negli ultimi 10 anni eventi meteorologici estremi hanno causato circa 250 milioni di spostamenti interni nel mondo», si legge in un comunicato.
L’Europa e la Svizzera «non sono estranee a queste responsabilità e devono essere pronte a mostrare il buon esempio rispetto a ciò che accade nel mondo, non solo riconoscendo e proteggendo i rifugiati, ma adottando anche politiche volte a mitigare gli effetti nefasti della crisi climatica. Non possiamo più voltare lo sguardo: la crisi climatica è anche una crisi umanitaria.
Il collettivo chiede alla politica di agire ora, «riconoscendo la responsabilità che abbiamo di fronte a fenomeni simili e aiutando chi ormai gli effetti della crisi li subisce in prima persona, perché il nostro futuro è indissolubilmente legato al loro futuro».
E ancora: «Non possiamo più parlare di emergenze isolate: viviamo in un sistema che produce disastri ambientali e, di conseguenza, rifugiati climatici. La Svizzera deve smettere di ignorare questa realtà e assumersi le proprie responsabilità politiche e umanitarie».



