CANTONEPolveri fini, come evitarle

07.11.22 - 09:17
Le raccomandazioni del Dipartimento del territorio per limitare le emissioni
DT
Polveri fini, come evitarle
Le raccomandazioni del Dipartimento del territorio per limitare le emissioni

BELLINZONA - Le stagioni autunnali e invernali sono frequentemente caratterizzate da situazioni di stabilità atmosferica e d’inversione termica (temperature in montagna superiori a quelle nel fondovalle) che favoriscono l’accumulo di sostanze inquinanti nell’aria. Inoltre, il carico inquinante supplementare causato dall’attivazione delle fonti di riscaldamento va ad aggiungersi a quello originato durante tutto l’anno da altre fonti, principalmente il traffico e il settore industriale.

Per questi motivi si possono verificare aumenti delle medie giornaliere di PM10 nell’aria oltre il limite di legge (50 microgrammi per metro cubo), fissato dall’Ordinanza federale contro l’inquinamento atmosferico (OIAt). Proprio per queste ragioni, il Dipartimento del territorio raccomanda alla popolazione alcuni provvedimenti atti a limitare le emissioni di PM10.

Energia e riscaldamento

Regolando le temperature in casa (circa 17°C nelle stanze da letto e 20°C nelle zone giorno) è possibile dare un contributo alla diminuzione delle emissioni di PM10. In particolare ci riferiamo a quelle situazioni in cui gli impianti di riscaldamento centralizzati sono alimentati con olio combustibile oppure legna.

Per quanto riguarda gli impianti a legna, di fondamentale importanza per la riduzione delle emissioni è l’utilizzo di legna secca, così come una gestione corretta del focolare, utilizzando il metodo dell’accensione dall’alto (video esplicativo all’indirizzo web www.ti.ch/aria).

Durante i periodi con elevate concentrazioni di PM10, i gestori d’impianti di riscaldamento a legna secondari (come ad esempio stufe e caminetti) possono contribuire a migliorare la qualità dell’aria rinunciando al loro utilizzo o perlomeno limitando l’uso di combustibile.

Veicolo motorizzato privato

Scegliere il trasporto pubblico - laddove possibile - in alternativa al veicolo privato.

L’auto è talvolta sostituibile con spostamenti a piedi o in bicicletta. Se è necessario utilizzare il mezzo privato, si può scegliere di condividere i viaggi; infine, uno stile di guida moderato aiuta a ridurre le particelle prodotte dall’abrasione dei freni, così come il risollevamento delle polveri dalla carreggiata.

Informazioni sullo stato dell’aria sono reperibili attraverso i seguenti canali:

    • “airCHeck”, l’applicazione gratuita per Smartphone che permette la consultazione in tempo reale dei principali inquinanti atmosferici in ogni punto del territorio svizzero;
    • La pagina www.ti.ch/oasi permette di accedere direttamente ai dati sulla qualità dell'aria, come pure al bollettino sull'inquinamento atmosferico con i grafici delle concentrazioni di PM10 registrate negli ultimi sette giorni. Le pagine www.ti.ch/aria (a livello ticinese) e www.polveri-sottili.ch (a livello svizzero) approfondiscono il tema dello smog invernale;
    • I collegamenti radiofonici, che riprenderanno da gennaio 2023, ogni lunedì su RSI Rete Uno verso le 12.55. Il bollettino aggiorna sullo stato delle concentrazioni di PM10 della settimana precedente e presenta una previsione per i giorni seguenti; sempre su Rete 1 vengono diramate giornalmente le concentrazioni delle stazioni di misura dove si registrano dei superamenti del limite di legge.
COMMENTI
 
emibr 4 mesi fa su tio
Che vuol dire "in particolare per i riscaldamenti a olio combustibile o legna"? Perché forse la mia termopompa emette PM10? Si ricordano al dipartimento che in Svizzera più del 99 % dell'elettricità è prodotta con l'idroelettrico o il nucleare? E, imoltre, che una casa molto ben isolata consuma molta meno energia anche con 23-24° che una non isolata o mal isolata a 19°? Questo il passaggio completo: "Regolando le temperature in casa (circa 17°C nelle stanze da letto e 20°C nelle zone giorno") è possibile dare un contributo alla diminuzione delle emissioni di PM10. In particolare ci riferiamo a quelle situazioni in cui gli impianti di riscaldamento centralizzati sono alimentati con olio combustibile oppure legna.
Sergio Albertella 4 mesi fa su tio
Ed inoltre si raccomanda vivamente ai comuni, di continuare ad autorizzare l‘accensione di fuochi all‘aperto sotto i 600 metri di quota, in sostituzione al compostaggio, come un importante capoluogo del sottoceneri fa da quando ha „acquisito“ dei territori dopo la fusione. Questa pratica richiede una verifica che in realtà non avviene evidentemente mai!
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