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Una scena che si ripete ogni mattina davanti alla stazione di Lugano.
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LUGANO
27.09.2021 - 06:000
Aggiornamento : 22:41

È ancora allarme per gli studenti ammassati sui bus

Grossi problemi su alcune linee. In particolare al mattino tra le 7.30 e le 8.15. La TPL cerca di correre ai ripari.

La testimonianza di una studentessa solleva interrogativi importanti: «Che senso ha il Covid Pass per quattro persone al ristorante, quando poi sui mezzi pubblici si è stipati come sardine?»

LUGANO - Situazione sempre più caotica e paradossale sui mezzi pubblici delle aree urbane ticinesi. A ribadirlo è una studentessa che ogni mattina a Lugano deve prendere il bus della linea 4 alla stazione per poi recarsi in una scuola professionale di Canobbio. La sua è una testimonianza emblematica: «Più passano i giorni e più la situazione degenera. Ci sono tantissime persone e pochi bus, prendere il bus diventa un'impresa titanica. È sempre pienissimo di persone e sono tutte ammucchiate come sardine». 

La contraddizione – Ed è chiaro che il riferimento polemico è al Covid Pass. «Reputo sia scandaloso non poter andare al ristorante in quattro al tavolo senza Covid Pass, quando poi ogni mattina la situazione sui bus è questa. L'ultima volta ho dovuto attendere e prendere il quarto bus a causa della massa di gente che c’era... E così sono arrivata in ritardo a scuola». La testimonianza della giovane si unisce a un coro di lamentele partito da quando sono riprese le scuole. 

La preoccupazione delle TPL – Anche Roberto Ferroni, direttore della Trasporti Pubblici Luganesi (TPL), sembra piuttosto preoccupato. «Noi monitoriamo tutti i giorni la situazione sulle varie linee. In merito alla linea 4 finora non avevamo ricevuto particolari reclami. La linea più problematica ci risultava essere la 6, quella che dalla stazione porta all'USI, alla SUPSI e poi allo CSIA. E infatti siamo appena corsi ai ripari, introducendo un nuovo veicolo da 130-140 posti con una corsa supplementare». 

La stilettata al Cantone – Il problema del sovraffollamento dei bus di Lugano si fa sentire in particolare tra le 7.30 e le 8.15 di mattina. «Gli studenti in circolazione – sottolinea Ferroni – sono davvero tanti. Il Cantone dovrebbe fare di più per differenziare l'entrata degli studenti a scuola. Finora qualcosa è stato fatto. Ma non a sufficienza. Alcune classi dovrebbero iniziare le lezioni alle 8, altre alle 9. Differenziare di un quarto d'ora serve a poco». Sulla questione del Pass Covid, Ferroni si limita a constatare come la decisione debba arrivare dall'alto. «Non spetta a noi stabilire determinate regole. Noi possiamo solo adeguarci. Come è stato fatto per l'obbligo di mascherina». 

Il medico: «Il Pass sui mezzi pubblici sarebbe coerente» – Il Consiglio federale non vuole il Covid Pass sui mezzi pubblici. Anche perché deve considerare pure le ripercussioni economiche che un simile provvedimento comporterebbe. Basti pensare al forte deficit delle FFS dovuto proprio alla pandemia. «È chiaro che per la gente sarebbe una soluzione più logica e coerente – sostiene Franco Denti, presidente dell'Ordine dei medici ticinesi –. A molti in effetti certe disparità risultano incomprensibili. Magari potrebbe tornare d'attualità con l'arrivo del freddo. Attualmente, coi contagi in calo, è un tema che non sarà ritirato in ballo».

«Restrizioni da sopportare e poi...» – Denti sembra raccogliere consensi quando parla di coerenza. La gente continua a non capire perché ci sono più pesi e più misure. «Teoricamente – riprende la studentessa che ha sollevato la questione – il bus passa ogni 15 minuti. Nonostante abbiano già aggiunto due bus, nell’orario di punta mattutino gli studenti sono ancora troppi ed è sempre un casino. La cosa scioccante è dovere sopportare le restrizioni per poi ritrovarsi tutti ammucchiati sul bus. Non ci si riesce a muovere». 

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