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CANTONE
20.07.2021 - 18:180
Aggiornamento : 20:41

«Quasi la metà dei contagi arriva da Spagna, Italia o Grecia»

Oltre confine si grida al "tampone farlocco" effettuato presso uno dei numerosi centri delle isole iberiche.

Hotelplan e SIC non confermano: «Al momento nessuna segnalazione». L'invito è comunque alla prudenza? «Prenotare in anticipo presso centri affidabili ed effettuare al rientro un test in farmacia o dal medico»

LUGANO - Fioriscono, specie nelle località turistiche, i “centri tampone”. Li si trova un po’ ovunque: una vetrina, due o tre stanzini. All’interno si effettuano i test PCR o antigenici utili per ritornare in patria. In piena stagione estiva occorre fare la fila se non si è prenotato con anticipo. In breve tempo si ottiene l’esito con il documento utile per poter prendere il volo di rientro. 

In Spagna ce n’è uno a ogni angolo. E come sempre qualcuno se ne approfitta. Così pare, almeno, da alcune segnalazioni riportate dai quotidiani del Belpaese. Centri che non utilizzano il liquido di contrasto in modo da far risultare tutti positivi, oppure che non rispettano le regole igieniche di base... Accade a Formentera. E forse non solo. Così sui voli finisce gente che negativa è soltanto sulla carta. Qualcuno, però, non è rimasto in silenzio e ha denunciato.

«Prenotare e verificare» - Casi limite? Forse, stando a Davide Nettuno, portavoce Hotelplan per il Ticino. «Fino ad ora nessun nostro cliente ha riferito situazioni simili». Per ovviare a casi di questo tipo Hotelplan offre la possibilità di prenotare in anticipo il tampone per il rientro: «Costa una manciata di franchi. Ci affidiamo a centri riconosciuti proprio per evitare problemi di sorta». 

Il suggerimento dell’agenzia viaggi è quindi di verificare la serietà delle strutture e «di prendere contatto con noi prima di partire in modo da avere conferma che le regole per il rientro non siano nel frattempo cambiate».

«Quasi la metà dei casi da Italia, Spagna e Grecia» - Indipendentemente dalla serietà del centro medico, la realtà è che attualmente «quasi la metà dei casi in Ticino è riconducibile a un contagio all’estero, essenzialmente da Spagna, Grecia e Italia», aggiunge il Servizio dell’informazione e della comunicazione del Consiglio di Stato (SIC). 

Da una parte il SIC conferma l’assenza di segnalazioni riguardo presunti “centri fake”, dall’altra sottolinea di non aver abbassato la guardia. «Il monitoraggio da parte della autorità cantonali è costante e il servizio di contact tracing verifica ogni caso positivo». Quindi l'invito: «fate il test al primo sintomo (anche se vaccinati) e in ogni caso continuate a testarvi con regolarità anche in assenza di sintomi, specie al rientro dalle vacanze prima di incontrare persone particolarmente vulnerabili».

Suggerimenti per i viaggiatori? «Anzitutto, vale sempre la regola della prudenza e del buon senso - conclude il SIC -. Anche se siete vaccinati continuate a proteggervi con la mascherina, l’igiene delle mani e mantenendo le distanze sociali. Ricordate che la vaccinazione e le misure di protezione diminuiscono drasticamente il rischio di contagio e soprattutto di portarsi a casa il virus dall’estero. Al rientro fate un test in una farmacia o in uno studio medico. E al minimo sintomo chiamate la hotline per un test PCR».

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