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17.06.2021 - 09:440

Il littering c'è, ma non è colpa delle mascherine

In nove punti del Ticino sono stati raccolti oltre 21 chili di rifiuti in dieci giorni

Per sensibilizzare la popolazione sul fenomeno, diffuso in tutto il cantone, è stato creato un nuovo sito tematico

BELLINZONA - Città, periferia o campagna. Non si rilevano differenze sostanziali: in Ticino il fenomeno del littering è presente dappertutto. È quanto emerge dalla recente Indagine sull'abbandono di rifiuti in Ticino, promossa dal Dipartimento del territorio in collaborazione con l'Azienda cantonale dei rifiuti.

Un'indagine condotta tra il 13 e il 23 aprile in nove differenti luoghi, su percorsi predefiniti e diversificati tra loro e con una lunghezza variabile tra i due e i cinque chilometri. Il risultato? Complessivamente sono stati raccolti, separati e catalogati 21,8 chilogrammi di rifiuti abbandonati su suolo pubblico in modo diretto (dispersione da parte delle persone) o indiretto (per cause naturali, come ad esempio il vento). «Questi dati - si legge nel rapporto - confermano che la problematica del littering è un malcostume diffuso anche nel nostro cantone, che tocca svariati contesti territoriali e non unicamente le città o le zone densamente popolate, già peraltro regolarmente pulite dai servizi comunali».

Vetro e plastica in primis - Ma cosa è stato trovato? Soprattutto vetro e plastica (53,1%), seguiti da carta e cartone (16,1%). Il restante 15,3% è costituito da altri rifiuti o materiali diversi. E il rifiuto più diffuso è il mozzicone di sigaretta: ne sono stati raccolti 5'319 pezzi, con una media di 591 mozziconi in rapporto al luogo oggetto di indagine.

Con l'arrivo della pandemia, il littering ha fatto parlare di sé anche per le mascherine chirurgiche. Eppure queste ultime non sono le principali colpevoli del fenomeno. «Seppure molto urtanti dal lato visivo, si attestano a “solo” 61 pezzi (meno di dieci per luogo ispezionato)» si legge ancora nel rapporto.

Coi cestini, il fenomeno non cala - L'indagine ha inoltre permesso di constatare che la presenza di cestini per i rifiuti non rappresenta necessariamente la soluzione al problema del littering. «Per evitare importanti accumuli occorre comunque diversificare il numero di vuotature dei singoli cestini in base alla tipologia e alla fruizione di determinate aree».


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I provvedimenti - Per sensibilizzare ulteriormente sul tema è stato recentemente creato un nuovo sito tematico sull’abbandono dei rifiuti (www.ti.ch/littering), in cui sono presenti importanti informazioni indirizzate sia agli Enti locali sia alle scuole e volte a contrastare questo diffuso fenomeno.

La decisione parlamentare dello scorso 22 giugno 2020 di vietare l’utilizzo di stoviglie di plastica monouso a partire dal 1. gennaio 2023 - ricorda inoltre il Cantone - contribuirà anch’essa a ridurre la cattiva abitudine di disperdere i rifiuti nell’ambiente.

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