Croce Verde Lugano
LUGANO
11.02.2021 - 11:320

«Interventi stabili, ma l'80% era prioritario»

La Croce Verde Lugano ha effettuato 10'742 missioni trasportando 9'779 pazienti nel 2020. Il 12% soffriva di Covid-19.

La pandemia ha reso tutto diverso e più complicato: «In caso di un sospetto positivo a bordo, è prevista una sanificazione dell’ambulanza della durata di circa 45 minuti».

LUGANO - 10’472 missioni. 9'779 pazienti trasportati. Sono i numeri relativi al 2020 della Croce Verde Lugano. Cifre - stabili - che però non indicano il mutamento dell'approccio con i pazienti dovuto alla necessità di contenere il rischio di contagio.

Casi stabili - Nonostante il dilagare della pandemia lo scorso anno l'attività operativa della Croce Verde Lugano si è infatti mantenuta in linea con gli anni precedenti. Ciò che è profondamente mutato è l'approccio con il paziente. «Le nuove linee guida introdotte per contrastare il dilagare del virus hanno reso necessarie l'adozione di procedure di emergenza volte a proteggere dal contagio sia i pazienti sia gli operatori del soccorso preospedaliero», precisa il servizio di ambulanze luganese in una nota odierna.

Ambulanze a prova di Covid-19 - Ormai da un anno, il personale indossa sistematicamente dispositivi di protezione individuali - mascherina, camice, occhiali e guanti - ed è tenuto a igienizzare approfonditamente le ambulanze e gli apparati medici (ne avevamo parlato anche qui). «In particolare, nel caso d'intervento con paziente affetto da Covid o presunto tale, è prevista una sanificazione dell’ambulanza della durata di circa 45 minuti».

PAzienti da record - Lo scorso anno, CVL ha svolto complessivamente 10’472 missioni, un dato che si rivela in linea con le 10’411 missioni del 2019. I pazienti totali trasportati sono stati 9'779: si è superato così il «record» di 9'570 pazienti, registrato del 2016.

80% a carattere prioritario - È cambiata, invece, la tipologia degli interventi: «Quasi l'80% ha infatti avuto un carattere prioritario - precisa la Croce Verde di Lugano - richiedendo l'attivazione immediata dell’ambulanza con i segnali di emergenza. L'80.6% dei pazienti soccorsi era affetto da patologie mediche, il restante 19.4% è stato invece soccorso per traumi. La metà aveva un’età compresa tra i 70 e 95 anni».

Il 12% dei pazienti soffriva di Covid-19 - Si segnala ovviamente un aumento dei pazienti con disturbi respiratori (300 in più rispetto all’anno precedente) e con uno stato febbrile/infiammatorio, «entrambe patologie legate al Covid-19». Sul totale dei pazienti trasportati, il 12% era affetto da Covid-19 con punte nelle due ondate di quasi il 40%. 

Novembre di super-lavoro - Il mese di novembre è stato quello in cui si è svolto il maggior numero d'interventi (1’077), a cui si contrappone aprile, che ha invece registrato il numero più basso di missioni (742). «Va detto, a questo proposito, che dopo i mesi di febbraio e marzo si è avuta una diminuzione importante delle chiamate di soccorso, per via del lockdown e della conseguente chiusura delle attività».

 

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