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25.11.2020 - 23:010
Aggiornamento : 26.11.2020 - 06:19

I coltelli finiranno sotto chiave?

L'attacco di ieri a Lugano è avvenuto con un coltello preso direttamente dagli scaffali della Manor

I rivenditori valutano l'introduzione di nuove misure di sicurezza. La politica: «Una legge sarebbe esagerata»

Fonte 20 Minuten / Fabian Pöschl e Daniel Graf
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

LUGANO - È successo al quinto piano del grande magazzino Manor di Lugano, dove sono in vendita prodotti casalinghi. Tra questi si conterebbe il coltello che ieri è stato utilizzato per attaccare due donne.

In generale, sono molti gli oggetti pericolosi che si trovano a libero servizio nei negozi. Non soltanto i coltelli, ma anche - per esempio - asce e seghe nei centri del fai-da-te. Dopo l'attacco di ieri in Ticino, ora il commercio al dettaglio deve adottare delle misure preventive?

È il caso di Coop, dove in effetti i coltelli potrebbero presto essere tolti dall'assortimento a libero servizio, come fa sapere una portavoce interpellata da 20 Minuten. Anche Globus rafforza le misure di sicurezza e valuta se sia il caso di mettere i coltelli sotto chiave. Migros non prende invece posizione sulla questione.

Nelle filiali Ikea, invece, già da anni i coltelli in esposizione non sono affilati. E sono inoltre legati allo scaffale. E c'è di più: i dipendenti del negozio svedese seguono almeno una volta all'anno una formazione sul comportamento da adottare in caso di attacchi. Si tratta del corso “Corri, nasconditi, informa”, che in risposta all'episodio di ieri è stato ora anticipato.

Da Jumbo si è consapevoli che determinati articoli possono essere impiegati come armi, afferma un portavoce. Ma non si può reagire con un divieto di vendita generale per posate, utensili da cucina o apparecchi per il giardinaggio. «Per la maggior parte dei cittadini liberi del nostro paese sarebbe svantaggioso e quindi non verrebbe accettato».

Manor si dice dispiaciuta dell'accaduto e augura alle vittime di potersi rimettere. L'azienda è attualmente in contatto con i loro genitori. La filiale luganese è aperta. Ma non si tornerà semplicemente all'attività di tutti i giorni: sarà valutato un concetto di sicurezza e viene valutata l'esposizione della merce, come fa sapere un portavoce.

«Ci toccherebbe regolamentare tutto» - Insomma, ogni rivenditore adotta precauzioni diverse per l'esposizione di coltelli e altri oggetti pericolosi. È pertanto necessario un requisito legale? Secondo Ida Glanzmann-Hunkeler, deputata PPD e presidente della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale, sarebbe una misura sproporzionata: «Che sia un coltello o una motosega, si tratta di articoli acquistabili nei negozi. Sarebbe folle se dovessimo prevedere una legge che stabilisca come questi oggetti vanno esposti e offerti. Presto ci toccherebbe regolamentare tutto».

La palla passa quindi ai rivenditori: «Posso immaginare che ora Manor si attivi per prevenire episodi come quello avvenuto a Lugano. Non è infatti nell'interesse di un grande magazzino finire sotto i riflettori in un simile contesto». Ogni azienda deve quindi poter prendere delle decisioni autonomamente: «Valutare come e dove esporre oggetti pericolosi può comunque aiutare a evitare episodi del genere in futuro».

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