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18.08.2020 - 20:540
Aggiornamento : 23:28

I cinema riaprono le porte, lanciata la sfida al Covid

Ecco tutte le misure di sicurezza previste, raccontate da Roberto Pomari, direttore del Palacinema di Locarno.

«Ma non basta più offrire una poltrona e uno schermo allo spettatore – sostiene su piazzaticino.ch –. Serve un valore aggiunto. Film? Ce ne saranno. Il 2021? Prevedo un boom di grandi titoli all'inizio. Poi...»

LOCARNO - Alcuni oltre Gottardo avevano già osato riaprire in estate, con risultati poco soddisfacenti. In molti hanno preferito attendere che ci fossero film significativi in uscita e che la gente fosse un po' più consapevole su come convivere col Covid-19. Fatto sta che l'agonia sembra essere finalmente finita per i cinema della Svizzera italiana. Tra le sale pronte a riaprire i battenti, anche quelle del Palacinema di Locarno. «Lo faremo secondo le regole della "nuova normalità"», commenta il direttore Roberto Pomari, ospite di piazzaticino.ch

Più concretamente cosa ci aspetta?
«I protocolli di sicurezza prevedono il tracciamento. La mascherina sarà facoltativa. Ovviamente ci sarà il disinfettante, un po' ovunque. La presenza in sala sarà possibile a posti alternati, eccezion fatta per le coppie o per le famiglie». 

Ma ci saranno film?
«Tutta la filiera del cinema si è fermata. Non solo le sale. Quindi anche l'uscita di film importanti è stata rinviata. Alcuni casi, come quelli dei nuovi James Bond e Fast and Furious, sono clamorosi. Entrambe le uscite sono state rinviate al 2021. C'è chi, invece, coraggiosamente, ha deciso di uscire adesso. Un nome su tutti: "Tenet" di Christopher Nolan. Lo aspettiamo dal 29 agosto. Nolan stesso si è battuto affinché questo film uscisse al più presto. Poi ci saranno sicuramente altre pellicole interessanti, ad esempio legate alla Disney».

Qual è lo stato di salute dell'industria cinematografica?
«Il cinema in oltre un secolo di vita è sopravvissuto a mille difficoltà. Ce la farà anche stavolta. Ora abbiamo anche la concorrenza delle piattaforme di streaming. Non ci fanno paura. Possono essere complementari alla nostra attività. Tutto questo significa che il cinema è ancora interessante. Il vero problema forse sta nei buchi economici creati dall'effetto Covid. In alcuni casi mancano proprio i fondi per partire con una produzione». 

Come sarà il 2021?
«Ci sono grossi interrogativi. Negli Stati Uniti, ad esempio, manca capitale fresco che permetta di saldare i debiti e di avviare nuovi progetti. A inizio 2021, Covid permettendo, potremmo trovarci con una sovrabbondanza di titoli di grido. Quelli rimasti in sospeso nel 2020. Il problema è: cosa succederà una volta esaurite queste scorte?» 

Come stanno le piccole sale della Svizzera italiana?
«Sono quelle che potrebbero uscire da questa situazione con meno danni. Viste le loro dimensioni, l'entità del danno economico potrebbe essere circoscritta. Queste sale sono importanti come canali per il cinema indipendente. È chiaro che bisogna essere innovativi, capaci di fare una buona programmazione. In Ticino, l'Otello di Ascona e il Lux di Massagno fanno un grande lavoro in tal senso». 

Il vostro motto è "Il cinema deve essere un evento". Ce lo spiega?
«Non basta più offrire una poltrona e uno schermo. Noi, ad esempio, abbiamo sviluppato l'interazione tra cinema e ristorazione. Il valore aggiunto è finalizzato a offrire allo spettatore qualcosa di diverso, rispetto all'eventualità di guardarsi un film a casa». 

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