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BELLINZONANessuna marcia, ma mille cartelloni in Piazza del Sole

14.05.20 - 17:02
Nessuna marcia o raduno a causa dell'emergenza coronavirus, ma un'azione con oltre mille cartelloni.
TiPress
Nessuna marcia, ma mille cartelloni in Piazza del Sole
Nessuna marcia o raduno a causa dell'emergenza coronavirus, ma un'azione con oltre mille cartelloni.
Domani è invece prevista una diretta radiofonica di 12 ore in cui prenderanno la parola scienziati ed economisti

BELLINZONA - Non persone, ma cartelloni. Per denunciare ancora una volta la crisi climatica e rivendicare un cambiamento a tutti i livelli. Visto il divieto di assembramenti in vigore, gli attivisti per il clima hanno trovato un modo alternativo per "occupare" Piazza del Sole a Bellinzona. Oltre mille manifesti, con i più disparati messaggi e provenienti sia dal Ticino, sia dalla Svizzera interna, sono stati posati in sostituzione degli scioperanti.

«Serve serietà nell'affrontare la crisi climatica, così come stiamo affrontando ora quella sanitaria», spiega Dalia Elshater del Movimento Sciopero per il clima. Tra le rivendicazioni ci sono la difesa della natura e dell'ambiente, un'equa ridistribuzione della ricchezza, l'eliminazione di ogni discriminazione sociale, il rispetto dell'Iniziativa delle Alpi e una pianificazione territoriale ecosostenibile.

Domani ci sarebbe invece dovuta essere la più grande mobilitazione nazionale a favore del clima di sempre - lo Sciopero per il Futuro - che avrebbe coinvolto studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori, e tutte le altre persone preoccupate dalla crisi climatica. Ma l'emergenza coronavirus ha costretto gli organizzatori a trovare un modo alternativo per portare avanti i loro ideali.

12 ore di diretta radiofonica - È stata quindi prevista una diretta radiofonica di 12 ore, incentrata sulla tematica della crisi climatica, in cui prenderanno la parola più di 30 invitati, fra attivisti, scienziati ed economisti, provenienti da tutta Europa. Durante le dodici ore, su Radio Futuro (questo è il nome della trasmissione) verranno affrontati aspetti «poco trattati ma estremamente attuali» della crisi climatica: la relazione tra crisi climatica e lavoro, quella tra il clima e le pandemie, la storia e il futuro del movimento studentesco mondiale per il clima e una discussione sulla sostenibilità delle nostre vite.

Aspetti che assumono un ruolo più che mai importante in questo momento cruciale: «La ripresa post-pandemia è infatti un’occasione, e potrebbe essere l’ultima, per trasformare la nostra società ed economia in modo che rispettino le persone e l’ambiente», sottolineano gli attivisti. 

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