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AGNO
07.05.2020 - 18:300

Occhio alla partita a carte, anche quella può finire con una multa

Tolleranza zero su assembramenti e distanze sociali nel post Covid-19. Un altro caso che fa discutere.

Sanzionati otto minorenni. La mamma di una ragazza punita: «Mia figlia ha sbagliato. Ma vogliamo continuare a fare soldi facili così?»

AGNO - Nel periodo del post Covid-19, anche la partita a carte finisce con una multa. Dopo il caso dei teenager sanzionati al campetto di basket del liceo di Bellinzona, ecco quello di otto ragazzi puniti durante il più classico dei giochi di società. È accaduto domenica pomeriggio in Via Vedeggio, ad Agno. Minorenni tornati a casa con una multa di cento franchi a testa. Motivazione? Assembramento e distanze sociali non rispettate. 

Un occhio già chiuso – A raccontare la vicenda è la madre di una delle giovani multate. «Io ero in zona. Ho visto la scena da lontano. Subito sono andata a chiedere agli agenti della polizia cantonale cosa stesse succedendo. Mi hanno detto che già stavano chiudendo un occhio, perché la multa doveva essere di 200 franchi ciascuno, visto che anche le distanze sociali non erano rispettate». 

Due morti in famiglia – La mamma non fa polemiche sulle direttive emanate dalle autorità, che vietano assembramenti superiori alle cinque persone e impongono una distanza sociale di due metri tra una persona e l'altra. Il punto, secondo la donna, non sta lì. «So che anche mia figlia ha sbagliato. Non lo metto in dubbio. Ma non siamo una famiglia di menefreghisti. Io ho perso mia suocera e mia cugina a causa del Covid-19. Siamo tutti in un momento particolare, bastava un ammonimento, un'opera di sensibilizzazione. Davvero vogliamo continuare a fare soldi facili così? Lunedì ripartono le scuole, come farà la polizia a controllare gli assembramenti e le distanze sociali degli allievi? La prevenzione è corretta, ci mancherebbe. E sono stata la prima a sgridare mia figlia per essersi messa in una situazione non consona. Ma cento franchi per un ragazzino sono tanti. E magari quello stesso ragazzino ha a casa un genitore che ha perso il lavoro». 

Niente guanti e niente mascherine – Da quando è stata proclamata la pandemia, su quasi 9.000 controlli della Cantonale e delle Comunali in Ticino sono state emesse oltre 350 multe per assembramento e mancato rispetto delle distanze sociali. La nostra interlocutrice ci fa notare un dettaglio non da poco. «I poliziotti non avevano né guanti, né mascherina. So che la mascherina non è obbligatoria. Ma se parli a distanza ravvicinata con un adolescente, forse la dovresti mettere, visto che sei lì per dare il buon esempio».

Dubbi anche sull'intervento di Bellinzona – L'articolo di Tio/ 20Minuti sulle multe al campetto di basket di Bellinzona ha suscitato reazioni che vanno proprio in questa direzione. Un ragazzo, presente al momento dei fatti, ci ha contattati sostenendo che gli agenti non avevano guanti. «Hanno preso in mano i documenti dei ragazzi multati a mani nude. E li hanno restituiti così. Mi chiedo se sia normale. Non si capisce più cosa si può fare e cosa no».

La voce dell'autorità – «L’utilizzo dei guanti non è obbligatorio per quanto riguarda i controlli di polizia – fa sapere l'Ufficio stampa della Cantonale – . In relazione alle multe, come già spiegato, le stesse vengono intimate a chi non rispetta le direttive cantonali e federali. L’evitare assembramenti e il rispetto delle distanze sociali sono regole conosciute al pubblico ormai da mesi».

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