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07.04.2020 - 06:000
Aggiornamento : 09:54

Estetiste e parrucchiere a domicilio? «Previste sanzioni penali»

Tali attività non sono consentite e la polizia si attiva su puntuali segnalazioni (anche da tutti.ch).

Capelli, peli e unghie possono aspettare. In questo momento è in gioco la vita delle persone.

BELLINZONA - Restare a casa, si sa, non è facile. Ma è quanto viene richiesto a tutti in questo difficile momento. Lo si sente dire ogni giorno. Oltre alla “reclusione”, ai tanti che non possono lavorare e all’ansia da coronavirus, c’è un altro aspetto che ne risente: la cura della persona. Soprattutto le donne si ritrovano con la ricrescita dei capelli bianchi, i peli sulle gambe, le unghie rovinate. Non un grande problema confrontato con i contagi e i morti che si registrano ogni giorno nel nostro cantone, ma che per alcuni pare essere insormontabile. Tanto da cercare di aggirare le norme.

E se in Svizzera vengono segnalati i primi casi, il Ticino non fa eccezione. Negli scorsi giorni sono apparsi sul portale tutti.ch molti annunci (vedi gallery) in cui vengono offerti a domicilio i servizi solitamente svolti nei saloni di parrucchieri o nei centri estetici. Altri utenti cercano qualcuno in grado di fare il colore, tagliare i capelli, occuparsi delle unghie in gel o di ceretta e massaggi. Tutto a casa. «Naturalmente con mascherina e guanti», scrive la maggioranza, pensando forse di proteggersi in questo modo dal contagio.

«L’ho fatto solo perché sono rimasta senza lavoro - scrive da noi interpellata un’estetista che offre servizi a domicilio -. Non so come pagare l’affitto, ho tante spese e nessuna entrata. Ma ho sbagliato, rimuoverò l’annuncio». Una donna, che invece era alla ricerca di questi servizi, spiega che secondo il suo parere «i centri estetici hanno chiuso perché non possono garantire l’igiene, mentre a casa mia pulisco e disinfetto io e lo farei anche dopo che la persona è andata via». 

Ma cosa dice la legge? Le strutture che offrono servizi alla persona con contatto corporeo quali parrucchieri, saloni di massaggio, studi di tatuaggio e centri estetici sono chiuse. È quanto prevede l’ordinanza 2 del Consiglio federale sui provvedimenti per combattere il coronavirus (13 marzo 2020). Stessa cosa indicata nei disposti di legge diramati dal Consiglio di Stato ticinese.

Lo Stato maggiore cantonale di condotta ribadisce che tali attività non sono consentite. La polizia cantonale, in collaborazione con le polizie comunali, vigila sul rispetto delle disposizioni e si attiva su puntuali segnalazioni, anche da parte di chi vede gli annunci su tutti.ch e informa le autorità.

Per chi non rispetta le disposizioni, lavorando a domicilio (il proprio o quello della cliente), sono previste sanzioni di carattere penale.

Questo difficile periodo sta mettendo a dura prova le libertà. Ma sono in gioco vite umane. «Tutte le misure intraprese, i sacrifici e le rinunce saranno vani se non adeguiamo tutti i nostri comportamenti», ha ribadito la scorsa settimana il direttore del DSS Raffaele De Rosa. Nonostante il picco sia stato raggiunto, non è finita. Lo ha precisato ieri il medico cantonale: «Dobbiamo muoverci in maniera ordinata, disciplinata e responsabile». Capelli, peli e unghie possono aspettare.

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