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ZURIGO / SAN GALLO
05.04.2020 - 16:200
Aggiornamento : 07.04.2020 - 13:27

«Continuo a tagliare i capelli per i clienti abituali»

I negozi vendono fiori di fronte al negozio e i parrucchieri tagliano i capelli in salotto. Rischiano fino a tre anni

Sono tempi di restrizioni, ma anche di violazioni. C'è chi prova a fare il furbo, ma le Autorità sono in allerta

SONDAGGIO

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZURIGO / SAN GALLO - «Dal momento del blocco, ho continuato a ricevere i miei clienti abituali a casa». A parlare, intervistato da 20 Minuten, è un parrucchiere* di Zurigo. Per tutelarsi, non accetta nuovi avventori. Nel fare ciò, in ogni caso, agisce illegalmente.

«Investighiamo su ogni violazione che ci viene segnalata», assicura Michael Walker, portavoce della polizia di Zurigo. «Le istruzioni dell'UFSP devono essere seguite». Anche Dionys Widmer, della polizia sangallese, spiega che chiunque violi le ordinanze federali può aspettarsi una sanzione. «Il mancato rispetto delle regole potrebbe comportare fino a tre anni di carcere».

Il parrucchiere, tuttavia non dimostra di avere paura di una possibile sanzione. Né tantomeno di contrarre il coronavirus: «Chiedo ai miei clienti se sono sani e lavoro sempre usando i disinfettanti». E la clientela parrebbe grata del servizio.

Haty Lehmann, che gestisce un negozio di parrucchieri a San Gallo, trova irresponsabile che i colleghi non aderiscano alle misure federali. «Non è giusto per coloro che invece lo fanno». Lehmann spiega di ricevere richieste quotidiane da parte di clienti che tentano comunque di prendere un appuntamento. «Uno mi ha persino offerto di pagarmi il doppio. Ma ho rifiutato».

Vietato anche vendere fiori davanti a un negozio - «Fino a giovedì abbiamo avuto un tavolo con fiori "self-service" di fronte al nostro negozio», afferma un fiorista di Zurigo. Gli acquirenti dovevano solo mettere il denaro in una scatola appositamente predisposta. Ma è stato comunque contattato dalla polizia che l'ha ammonito». «Ora devo aspettarmi una multa. Eppure mi sono sempre assicurato di non avere alcun contatto con i clienti». Il fiorista è felice che le consegne a casa siano ancora consentite. I fiori possono essere ordinati via e-mail o telefono, pagati con carta di credito o Twint e poi vengono consegnati sulla soglia di casa. «Gli ordini possono anche essere ritirati davanti al negozio», afferma Dionys Widmer. «Ma non è consentito un tavolo self-service».


* Nome noto alla redazione

 

 

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