La Svizzera, «una falla» nella sicurezza europea

Il malcontento dell'Associazione delle società militari svizzere: «Non siamo in grado di difenderci e non investiamo per l'esercito»
BERNA - Dopo quattro anni di guerra, la Svizzera non è in grado di difendersi né apparentemente disposta a investire i fondi necessari per l'esercito. Parola dell'Associazione delle società militari svizzere (ASM) secondo cui il nostro Paese rappresenta «una falla» nella sicurezza del vecchio continente a fronte della minaccia russa.
Nel corso della 56esima assemblea generale dell'ASM - istanza che raggruppa 47 associazioni in rappresentanza di 230 mila membri individuali - tenutasi ieri a Berna, si sono levate voci di incomprensione e malcontento per questo stato di cose, spiega una nota odierna dell'associazione, secondo cui «non si può andare avanti così».
A parere del colonnello Stefan Holenstein, presidente dell'ASM, «la Svizzera ha bisogno molto rapidamente di molto più denaro per la difesa nazionale» per far fronte alla minaccia russa. «Ma, mentre tutti gli Stati europei, a eccezione della Svizzera, stanno potenziando massicciamente il proprio armamento, fino ad almeno il 3,5% del PIL, noi non raggiungiamo nemmeno l'1%».
Per l'alto graduato, l'aumento dell'IVA per l'esercito di 0.8 punti percentuali rappresenta un forte segnale di politica di sicurezza da parte del Consiglio federale, nella speranza che il Parlamento e i partiti seguano rapidamente l'esempio.
Tuttavia, tutto ciò non sta avvenendo. È deludente, secondo Holenstein, «che i partiti borghesi, che in teoria vorrebbero rappresentare una politica di sicurezza costruttiva, non riescano ancora una volta a trovare l'accordo atteso da anni e non sappiano stabilire le priorità».
Per questo l'ASM, la cui pazienza «è esaurita» secondo Holestein, si aspetta con urgenza che il Parlamento e i partiti sostengano all'unisono una soluzione di finanziamento in grado di ottenere la maggioranza.



