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LUGANO
13.02.2020 - 18:460
Aggiornamento : 20:40

Aeroporto, Sergi attacca e Borradori risponde

Da una parte l'MpS parla di «licenziamenti abusivi». Dall'altra la risposta è: «Se la votazione passa saranno stralciati»

LUGANO - «Licenziamenti abusivi» e «logica ricattatoria». Il coordinatore dell'MPS, Giuseppe Sergi, ribadisce il proprio punto di vista in merito alla procedura di licenziamento collettivo dei 74 dipendenti dello scalo il CdA di Lugano Airport. «Un discorso ricattatorio, ma anche falso - sottolinea ai microfoni di Radio Ticino - perché, anche nell'ipotesi di una continuazione, è risaputo che solo una ventina degli 80 posti di lavoro verrebbero ripristinati. Quindi sono dei licenziamenti belli e buoni».

Sull'aspetto legale aggiunge: «Il modo in cui sono stati intimati i licenziamenti è contrario alle norme previste dal codice delle obbligazioni. Ci sorprende che addirittura degli avvocati e un ex giudice come Zali, che sono nel Consiglio di amministrazione, non conoscano le procedure nel caso di licenziamenti collettivi».

Dal canto suo, il sindaco di Lugano Marco Borradori cerca di smorzare i toni: «Più che a noi toccherebbe a chi sostiene queste tesi giuridiche un po' da azzeccagarbugli rassicurare i collaboratori dell'aeroporto». «Noi - prosegue - abbiamo parlato con loro prima di mandare le lettere. Abbiamo sempre parlato di licenziamenti cautelativi tra virgolette. Non quindi come termine giuridicamente valido, ma per far comprendere la situazione. Il succo del discorso è che se si vince la votazione del 26 di aprile, questi licenziamenti sono da considerarsi come mai avvenuti. Nessuno vuole giocare con i collaboratori».

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