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18.11.2019 - 22:140

Andata e ristorno: le tasse dei frontalieri per scuole e strade

Da Bellinzona a Roma e ritorno nelle casse dei comuni di confine. Ecco come gli amministratori italiani hanno usato i soldi da anni al centro del dibattito politico in Ticino

di Redazione
Michele Novaga

Ammonta a 84.337.621,37 di franchi la cifra dei ristorni dei lavoratori frontalieri che sono stati versati nel 2019 allo Stato italiano – e che si riferiscono all’anno fiscale 2017 - per essere poi ridistribuiti ai comuni e alle province interessate. L’accordo fiscale tra Italia e Svizzera raggiunto nel 1974 prevede, infatti, che i lavoratori frontalieri italiani vengano tassati alla fonte e paghino le tasse direttamente alla Confederazione. Il fisco elvetico poi trattiene il 68,2%, mentre la parte rimanente (pari al 31,8%) viene versata entro il 30 giugno di ogni anno nelle casse dello Stato italiano. 

Tortuoso il percorso di queste tasse: dalla Confederazione i trasferimenti arrivano a Roma che poi gira, attraverso il Ministero delle Finanze, la fetta più consistente direttamente a tutti quei comuni i cui frontalieri sono almeno il 4% dei residenti e alle comunità montane.  Una quota dei ristorni arriva poi anche direttamente alle regioni che, a loro volta li trasferiscono alle province. La regione che maggiormente beneficia di questi trasferimenti è la Lombardia con 12.517.461,97 euro. 

«Anche quest'anno le Province beneficiarie delle quote spettanti potranno utilizzare queste risorse per la realizzazione di progetti di alta valenza e definiti nei piani provinciali. Tali progetti sono finalizzati a investimenti sui territori volti a migliorare la qualità di vita dei tanti lavoratori frontalieri», ha dichiarato l’assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni di Regione Lombardia Massimo Sertori. 

Ma a quali progetti nello specifico si riferisce? «I ristorni dei frontalieri anche se non sono vincolati vengono investiti – come da prassi ormai consolidata - in opere di manutenzione stradale e di ripristino del patrimonio edilizio scolastico», spiega a 20minuti/tio.ch Mattia Premazzi, consigliere della provincia di Varese alla quale arriveranno 7.668.510 euro. 

Stessa sorte toccherà ai 4.701.944,16 di euro che spettano alla provincia di Como e che li investirà in progetti simili. Così come ha fatto nel 2018 quando - come si legge in una nota che la Provincia ha fatto pervenire a 20minuti/Tio.ch – ha impiegato 1,75 milioni di euro per la manutenzione ordinaria degli edifici scolastici e delle strade provinciali, 1,7 milioni per interventi antincendio su edifici di proprietà della provincia, 500.000 euro per opere di protezione dei cigli stradali  . 

Un contributo quindi fondamentale per i luoghi di residenza di migliaia di lavoratori frontalieri non solo lombardi che sono in costante crescita: secondo i dati resi noti dall’Ufficio federale di statistica e riferiti al terzo trimestre del 2019, coloro che ogni giorno dal Belpaese si recano nella Confederazione sono aumentati di 5511 unità in un anno toccando la cifra record 76.584, 67.900 dei quali nel solo cantone Ticino.

La trattenuta per sbloccare i debiti di Campione
BELLINZONA - Tecnicamente non è un mini-blocco, ma una “trattenuta”. A fine giugno il Consiglio di Stato ha infatti congelato 3,8 milioni di franchi sulla quota ristorni pari a 84,33 milioni regolarmente versati all’Italia. Di fatto una forma di pressione sulla nazione confinante affinché si attivi per saldare il debito che Campione d’Italia, finanziariamente disastrato dopo la chiusura del Casinò, ha nei confronti degli enti pubblici e parapubblici cantonali (3,8 milioni su un debito globale, se si considerano anche i privati ticinesi, di circa 5 milioni).

Sei mesi dopo la situazione appare ancora bloccata e “riscontri” non ce ne sono stati. I 5 milioni extra versati all’enclave da Roma sono stati usati per gli stipendi arretrati (se si eccettua il saldo di un paio di fatture a due prestatori di servizi). Ma a fine anno la situazione dovrebbe sbloccarsi, come riferiscono fonti del Cantone: «Il governo italiano sta affrontando la questione più globale di Campione in vista del cambio, previsto il prossimo 1 gennaio, dello statuto doganale dell’enclave. L’auspicio è che in questo ambito anche il nodo dei debiti venga affrontato».

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Ultimo aggiornamento: 2019-12-05 16:48:09 | 91.208.130.85