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08.11.2019 - 13:050

Il parco giochi come simbolo di generosità

Il Gvsi (Gruppo volontari Svizzera italiana) ha creato scuole, aule, refettorio, forno a legna, campi da gioco e viali

CANDELARIA - Nella comunità di Candelaria, 11mila abitanti nel nord dell’Argentina, è arrivato un po’ di Ticino. Esattamente, il cuore e la generosità: per festeggiare i 41 anni di fondazione, che cadono domenica 10 novembre 2019, il Gvsi (Gruppo volontari Svizzera italiana), che ha sede a Giubiasco, ha inaugurato il Parco giochi per i bambini, i ragazzi e i giovani di quella popolazione. Laggiù, per il Convento delle suore Misioneras de Jesùs Verbo y Victima, i volontari ticinesi hanno fatto molti altri interventi, tra cui aule scolastiche, un refettorio, il forno a legna, i campi da gioco, la sala polivalente esterna, i nuovi viali in cemento e vari lavori di manutenzione, completando così il Centro dell’infanzia.

A dare una mano, in perfetta sinergia e collaborazione, architetti e ingegneri svizzeri e argentini, che hanno coinvolto le imprese locali dando così lavoro agli autoctoni.

«Siamo particolarmente orgogliosi di quanto realizzato in questi anni a Candelaria, soprattutto perché è rivolto ai più giovani che, da quelle parti, hanno bisogno di tutto», dicono Silvia Belgeri e Gianpaolo Mari, che sono i portabandiera dell’emerita associazione. E raccontano la genesi di questo cantiere: «Lo aveva fortemente voluto Federico, il nostro fondatore, ma proprio in quel maledetto 2014, quando vi era l’intenzione di cominciare a fare i sopralluoghi, Fredy si ammalò e in brevissimo tempo ci lasciò – ricordano con voce rotta i rappresentanti del sodalizio –. Per un periodo fummo come smarriti, sconfortati, non sapevamo cosa fare. Riflettemmo a lungo e alla fine si decise: dovevamo portare avanti l’ultimo, importante progetto del nostro fondatore e presidente». Da allora, è stato un susseguirsi di scambi tra il Canton Ticino e l’Argentina, attraverso i volontari, i professionisti e le imprese. «Fredy ha sempre operato, per prima cosa, a favore del benessere degli altri, dimenticando i propri bisogni, e ha sempre svolto il suo agire con particolare sensibilità a favore dell’infanzia e dei giovani adolescenti – ribadiscono Belgeri e Mari, fratello del fondatore –. Per noi del comitato è stato un motivo valido poter portare a compimento l’ultimo suo sogno e il 14 settembre scorso abbiamo consegnato i lavori, il parco giochi e completato, dunque, il Centro dell’infanzia che Federico aveva tanto voluto. Il miglior modo per festeggiare i nostri 41 anni». 

Il Gvsi

Nella notte tra il 7 e 8 agosto 1978 il Canton Ticino viene devastato da un’alluvione che colpisce in particolare la Valle Onsernone. In uno scenario apocalittico si muove, tra gli altri, un gruppo di giovani ticinesi: hanno tra i venti e i trent’anni e sono capitanati da Federico Mari, originario di Bodio, una vita negli scout e un anno di missione nelle Filippine. Quei ragazzi non erano nuovi a interventi di questo genere: Federico e gli altri erano stati tra i primi a portare aiuto al Friuli distrutto dal terremoto del 6 maggio 1976, un’esperienza forte che li segna e li rafforza. Ma è due anni dopo, in occasione dell’alluvione, che Mari e gli altri, di ritorno proprio quella sera di agosto dal terzo campo di ricostruzione in Friuli, decidono, dopo essere intervenuti nelle loro terre ferite dal maltempo, di fondare il Gruppo Volontari della Svizzera italiana, che nasce esattamente il 10 novembre 1978.

Da quel 1978 e fino al 1985 il Gruppo si adopera alla ricostruzione della Valle Onsernone, con il ripristino di strade e ponti distrutti dalla forza delle acque e l’organizzazione di attività ricreative e di animazione per la gente del territorio. Vengono aperti dei campi di lavoro frequentati, oltre che da ticinesi, anche da giovani provenienti da Marocco e Paesi Baschi.

Nel 1980 un altro terremoto, questa volta molto lontano, in Messico, e il Gvsi inizia a operare oltre oceano. Laggiù costruisce un centro per giovani chiamato “Casa de la Amistad” che ora funziona autonomamente. Successivamente, il Gruppo è in Brasile per costruire una casa per bambini problematici provenienti da famiglie difficili e dalla strada. E nel contempo segue progetti analoghi in Cile e Honduras.

Federico Mari ha in animo di intervenire anche su un centro di accoglienza per l’infanzia nel dipartimento di Candelaria, in Argentina e per questo entra in contatto con la Diocesi di Añatuya. Purtroppo, la sua repentina scomparsa spezza il sogno. Il Gvsi, tramite i membri del comitato, si fa carico di portare avanti il progetto che oggi è stato ultimato e che porta il suo nome.

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