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LUGANO
25.01.2019 - 10:160

Cardiocentro sull'Eoc: «Non c'è volontà di collaborare»

Dure parole nei confronti dell'Ente Ospedaliero Cantonale, che ha inviato una lettera in cui si prospetta l'assorbimento dell'istituto

LUGANO - Al Cardiocentro non è piaciuto il tono e il modo utilizzato nella lettera ricevuta martedì 22 gennaio dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente Ospedaliero Cantonale, in cui si prospetta l’assorbimento dell’istituto nell’EOC.

Attraverso un comunicato, i Prof. Dr. med. Tiziano Cassina, Stefanos Demertzis, e Giovanni Pedrazzini sottolineano il fatto che all’interno del documento non ci sia «una reale volontà di collaborare per giungere ad una soluzione condivisa». Pertanto «i nostri anni di lavoro e la nostra storia personale ci impongono di non aderire a questi metodi estranei alla filosofia del nostro istituto, che da sempre privilegia un confronto coraggioso e costruttivo».

Nel documento viene illustrato come l’ospedale del cuore dovrà essere annesso all’interno dell’organizzazione. Si definisce dove sarà incastonato l’istituto nell’EOC, a chi dovrà rispondere la futura direzione, e fornisce un organigramma di dettaglio. Sono inoltre dettate esplicitamente le condizioni alle quali i collaboratori dovranno sottostare nel caso volessero rimanere dipendenti del “nuovo” Cardiocentro. Si parla di trasferimenti, di possibili adeguamenti del contingente, di eventuali modifiche dei ruoli.

«Tutto questo piano di annessione viene pretestuosamente motivato dalla volontà di diminuire le incertezze che pesano sul personale del Cardiocentro. Ma l’effetto ottenuto va proprio nella direzione opposta. Davanti alle modalità e ai toni del documento dell’EOC, si ha l’impressione di un pugno di ferro mascherato in un guanto di velluto» commentano dal Cardiocentro.

«In tutta onestà il margine di discussione è minimo, se non nullo, anche per il tono da ultimatum al termine dello scritto che suona del tipo: o fate come diciamo noi o andiamo avanti senza di voi».

Nel comunicato viene inoltre sottolineato il fatto che il documento non contenga nessun riferimento all’iniziativa popolare “Grazie Cardiocentro”, sottoscritta da 17’000 ticinesi.  «A questo punto vien da pensare che i vertici dell’Ente Ospedaliero Cantonale puntino ad una soluzione imposta prima che le istituzioni democratiche del Cantone decidano sull’iniziativa».

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