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CANTONEViolenza domestica: due casi al giorno. Così interviene la polizia

05.07.17 - 21:06
Allontanamento o arresto? Come vengono tutelate le vittime? E nel contesto migratorio cosa accade? Ecco le risposte
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Violenza domestica: due casi al giorno. Così interviene la polizia
Allontanamento o arresto? Come vengono tutelate le vittime? E nel contesto migratorio cosa accade? Ecco le risposte

LUGANO - Sono ben 672 i reati di violenza domestica accertati dalla polizia nel solo 2016. Ben il 13% in più dell’anno precedente. Una situazione grave, questa, che ha spinto nel 2008 il Gran Consiglio ad istituire, laddove necessario, misure quali l'allontanamento e il divieto di rientro al domicilio per gli autori della violenza. 

I recenti femminicidi ad Ascona e Bellinzona sono, tuttavia, la dimostrazione di come queste misure non possano essere risolutive del problema e di quanto la tematica resti urgente. Anche per questo motivo il Governo, sempre nel 2008, aveva istituito la commissione di accompagnamento permanente in materia di violenza domestica con il compito di coadiuvare la Polizia cantonale ed elaborare proposte per migliorare il sostegno alle vittime, l'intervento sugli autori, l'informazione e la prevenzione. Il compito del poliziotti in questi interventi, insomma, è delicato e complesso. E difficile è valutare di volta in volta i casi, sempre diversi tra loro, prendendo le relative misure.

Ecco come si comporta un poliziotto in caso di violenza domestica

Prima di tutto separa i contendenti per garantire la loro incolumità, quindi verbalizza in ufficio sia l'autore che la vittima (quando possibile e dopo la visita medica), in seguito prende le misure atte a garantire la sicurezza della vittima.

Le misure che vengono adottate

Una di queste può essere l’allontanamento dell'autore. Questo avviene se crea un serio pericolo per l'incolumità fisica, psichica o sessuale di un membro della famiglia. Ma non solo. Viene segnalata alla Commissione tutoria regionale competente la presenza di minorenni che hanno assistito direttamente o indirettamente alle violenze, quindi si informa la vittima sulle possibilità di assistenza date dalla legge e l'autore sulle possibilità di sostegno offerte dall'Ufficio di patronato.

Così avviene l’allontanamento

La polizia chiede un recapito all'autore allontanato dal domicilio per procedere alla conferma della decisione di allontanamento da parte del Pretore. Alla vittima viene permesso il rientro al proprio domicilio o, qualora ciò non fosse possibile, presso una struttura protetta. Chi è colpito dalla misura dell'allontanamento,invece, non può più rientrare al proprio domicilio per 10 giorni.

Nei casi più gravi c'è l'arresto

L'autore può essere arrestato, trasferito in una strutture di cura e/o denunciato alla Magistratura. In quel caso un coordinatore del gruppo violenza domestica rimane in contatto con la vittima o l'autore per eventuali problemi o consigli.

Ecco chi si occupa della presa a carico di coloro che commettono violenza domestica

Il Ticino l'Ufficio di Patronato mette a loro disposizione uno spazio di ascolto, di confronto e di sostegno sociale. Questo servizio serve per prevenire gli atti di violenza verbale o fisica agiti all'interno delle mura domestiche.

E se la vittima di violenza ha dei ripensamenti...

La pattuglia di polizia valuta di volta in volta la gravità dell’episodio. Se esistono i presupporti, chiede all’ufficiale della Polizia cantonale di decidere d’ufficio e in modo formale l’allontanamento dell’autore di violenza. Con questa disposizione si cerca di evitare ulteriore violenza nell’ambito familiare e di tutelare le vittime con il principio: “chi picchia se ne va”. Nel periodo dell’allontanamento la persona colpita da questa misura non può rientrare al suo domicilio neppure se la persona che ha subito la violenza è d’accordo.

Nel contesto migratorio e/o di asilo ecco quali sono le tutele particolari in caso di interventi di questo tipo

Nell'ambito del matrimonio o, più in generale, della comunità familiare, il diritto del coniuge e dei figli al rilascio e alla proroga del permesso di dimora, può sussistere anche dopo lo scioglimento della comunità familiare se l'unione coniugale è durata almeno tre anni e l'integrazione è avvenuta con successo. In caso contrario è necessario adempiere a delle condizioni particolari (la/il coniuge dovrà invocare un grave motivo personale che renda necessario il prosieguo del soggiorno in Svizzera).

VIOLENZA DOMESTICA

Quando si parla di violenza domestica ci si riferisce a tutti i membri di una comunione domestica indipendentemente che siano coniugati, divorziati o conviventi. La nozione di violenza domestica comprende:

    • la violenza contro le donne e gli uomini nei rapporti di coppia e in situazioni di separazione;
    • la violenza contro i bambini e gli adolescenti nella famiglia;
    • la violenza dei figli nei confronti dei genitori;
    • la violenza tra fratelli e sorelle;
    • la violenza nei confronti degli anziani.

Ogni persona può segnalare una situazione di violenza alla Polizia o alla Magistratura:

    • Polizia cantonale (tel 117 o 112)
    • Ministero pubblico (tel 091 815 53 11)
    • Telefono Amico (tel 143)
COMMENTI
 
elvicity 5 anni fa su tio
Questo per dire che la polizia si è comportata correttamente nel caso di Bellinzona .. Ascona .. ?? poco confortante comunque.
tip75 5 anni fa su tio
capirai ora dormiremo sonni tranquilli...in compenso intervengono per un sacco di motivi inutili con comportamenti anche fuori luogo..
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