BELLINZONA
19.07.2011 - 10:290
Aggiornamento : 22.11.2014 - 06:22

Manifestanti contro i giornalisti: "Servi dello Stato"

Anarchici italiani in trasferta da Bologna e Firenze presiedono il Tribunale Penale. Situazione tesa

BELLINZONA – Insulti ed urla. Non ai poliziotti che presiedono l’area del Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona ma ai giornalisti. Il vecchio grido degli anni ’70 “Servi dello Stato” pronunciato dagli anarchici questa mattina è diretto a loro, ai giornalisti posizionati all’ingresso dell’edificio del Tribunale. Quei giornalisti dai quali i manifestanti non vogliono essere filmanti o fotografati e ai quali soprattutto non desiderano dichiarare nulla. Piuttosto per pronunciare il loro pensiero preferiscono utilizzare il megafono, gli slogan e i manifesti e infine distribuire dei volantini con cui si spiega la loro lotta e le motivazioni ad essa connesse.

In totale, davanti al Tribunale sarebbero circa 50 gli anarchici venuti dalla vicina Italia, soprattutto da Bologna e Firenze, per attendere l’esito del processo contro i tre presunti ecoterroristi arrestati nell'aprile 2010 mentre si accingevano a compiere un attentato contro il centro di ricerca europea dell'IBM a Rüschlikon, nei pressi di Zurigo.

Con loro anche i molinari del CSOA di Lugano.  Ma sono proprio gli italiani quelli più agguerriti.
La polizia ticinese, mobilitata in forze, ha proceduto ad accurati controlli sul gruppo che in risposta ha innalzato alcuni striscioni in sostegno dei tre imputati. La situazione dunque resta testa e la Polizia in allerta.
 

Red

Foto FVR/M. Franjo


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