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GRIGIONI"Chi l'ha visto" ritrova i i corpi dei coniugi comaschi scomparsi

30.11.06 - 07:41
I cadaveri di Achille Martinoni e Adalgisa Montini sono stati rinvenuti dalla troupe di 'Chi l'ha visto' a due chilometri dal luogo dove era stata abbandonata la macchina di lui
Foto d'archivio
"Chi l'ha visto" ritrova i i corpi dei coniugi comaschi scomparsi
I cadaveri di Achille Martinoni e Adalgisa Montini sono stati rinvenuti dalla troupe di 'Chi l'ha visto' a due chilometri dal luogo dove era stata abbandonata la macchina di lui

MONTE SPLUGA  - Ritrovati i corpi di Achille Martinoni e di Adalgisa Montini, i due coniugi scomparsi il 14 novembre scorso da Garzeno, un piccolo centro sulle rive del lago di Como.

I cadaveri sono stati rinvenuti dalla troupe del programma 'Chi l'ha visto?' di Raitre mentre stava effettuando delle ricerche insieme al fratello di Martinoni, Giacomo, e ad altri parenti. L'uomo giaceva su un letto di un vecchio ristorante abbandonato, nella zona di Monte Spluga, poco distante dal confine svizzero, a circa due chilometri dal luogo dove era stata ritrovata, il 21 novembre scorso, la sua macchina. All'interno dell'auto, un'Alfa 146 bordeaux, era stato rinvenuto un biglietto scritto da Martinoni in cui chiedeva perdono alla figlia quindicenne della coppia.

Poco distante dal corpo, che mostrerebbe segni evidenti di sucidio, è stato ritrovato anche il cadavere della moglie.

Sul luogo del ritrovamento il sostituto procuratore Giulia Pantano, della Procura di Como, e il medico patologo che eseguirà i primi riscontri sulle vittime. Sarà lui a stabilire con esattezza a quando risale la morte dei coniugi, separati ormai da tempo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti quella che Adalgisa Montini sia stata uccisa a colpi d'arma da fuoco dall'ex marito nella sua auto, una Fiat Seicento, in cui sono state riscontrate macchie di sangue e materiale organico. La donna sarebbe poi stata trasportata in località Montespluga, a quota 2 mila metri. L'uomo avrebbe poi rivolto l'arma, una pistola calibro 7.65 regolarmente detenuta, contro se stesso.

A far luce su quello che sembrerebbe a tutti gli effetti, quindi, un omicidio-suicidio legato a motivi passionali ci sono i carabinieri del reparto operativo di Como e della compagnia di Menaggio, che hanno seguito le ricerche subito dopo la scomparsa della coppia.

''La gente è incredula e sconvolta - dice all'ADNKRONOS don Alfredo, parroco della piccola comunità Catasco di Garzeno -. In un paese in cui si conoscono tutti l'evento ha una risonanza ancora più forte. E' un episodio doloroso che non avremmo voluto vivere''.

Si ritrova così senza i genitori la figlia quindicenne della coppia. ''Sperava che non fosse successo il peggio - sottolinea il parroco che le è stato accanto in questi giorni -. Soffriva moltissimo e non voleva ammettere a se stessa che suo padre fosse in grado di compiere un gesto simile''. Il parroco ora rassicura ''starò accanto alla ragazza e ai parenti, andrò presto a farle visita e a darle forza''.

La minorenne, affidata ai nonni materni e seguita dai servizi sociali, ha trascorso le sue serate, dopo la scomparsa dei genitori ''spesso chiusa nella sua camera. Non aveva voglia di parlare - conclude padre Alfredo - né di incontrare nessuno. Soffre molto ed è molto provata''.


 

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