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SVIZZERA

Canone SSR a 200 franchi: anche per i Verdi è no

Approvata invece la legge che introduce l'imposizione individuale delle coppie
20min/Matthias Spicher
Fonte Ats
Canone SSR a 200 franchi: anche per i Verdi è no
Approvata invece la legge che introduce l'imposizione individuale delle coppie

COIRA - Riuniti oggi a Coira, i delegati dei Verdi hanno chiaramente respinto l'iniziativa "200 franchi bastano!", che intende ridurre il canone SSR a 200 franchi, in votazione il prossimo 8 di marzo.

Sempre in relazione alla consultazione di inizio marzo, gli ecologisti hanno invece approvato la legge che introduce l'imposizione individuale delle coppie contro la quale sono stati lanciato due referendum. Circa l'iniziativa popolare sul denaro contante, i Verdi si sono espressi a favore del controprogetto.

In merito alla tassazione individuale, stando agli ecologisti questa riforma fiscale garantirà che tutti i coniugi siano trattati allo stesso modo dall'ufficio delle imposte. "In questo modo, soprattutto le donne e le madri sarebbero più indipendenti dal punto di vista finanziario e avrebbero una migliore previdenza per la vecchiaia", ha affermato la consigliera nazionale sangallese Franziska Ryser.

I delegati si sono poi espressi chiaramente contro l'iniziativa sulla SSR. Il partito giudica pericolosa una proposta che intende dimezzare il bilancio della televisione pubblica, in un frangente in cui proliferano le "fake news". "Abbiamo bisogno di informazioni e dibattiti equilibrati in tutte le regioni del Paese", ha affermato il consigliere nazionale lucernese Michael Töngi.

Fondo per il clima - Sempre l'8 di marzo, gli elettori si pronunceranno anche sull'iniziativa popolare degli stessi Verdi, sostenuta dal PS e dai circoli ambientalisti, volta all'istituzione di un fondo per il clima. La presidente del partito, Lisa Mazzone, ha dichiarato che un "sì" alle urne avvantaggerebbe l'intera popolazione e l'economia.

Con un fondo per il clima, la Svizzera diventerà più indipendente, più solida e più sostenibile, secondo Mazzone. "L'estrema dipendenza dalla Cina per la transizione energetica e dagli Stati Uniti per la tecnologia digitale rappresenta un pericolo geopolitico diretto. Anche l'importazione di gas liquefatto dalla Russia è in contraddizione con il nostro sostegno all'Ucraina contro la guerra", ha affermato la presidente degli ecologisti.

A detta dell'ex "senatrice" ginevrina, la politica dei Verdi è orientata al futuro, mentre il Consiglio federale e gli altri partiti tendono a "tornare al passato" con i loro progetti di nuove centrali nucleari e i miliardi investiti nell'esercito e nelle autostrade.

Gli investimenti che noi proponiamo col nostro fondo aiutano concretamente la popolazione a diventare climaticamente neutrale e ad adattarsi alle conseguenze estreme della crisi in corso, ha spiegato Mazzone. La promozione della ristrutturazione energetica degli edifici, ad esempio, migliora la qualità della vita nei periodi di freddo e caldo e riduce i costi di riscaldamento.

Anche l'economia svizzera ne trarrebbe vantaggio. "Investire in Svizzera piuttosto che spendere ogni anno 8 miliardi di franchi all'estero per le energie fossili creerebbe posti di lavoro e rafforzerebbe la sostenibilità", ha sottolineato.

L'iniziativa sul fondo per il clima richiede versamenti annuali da parte della Confederazione pari allo 0,5-1% del PIL, ovvero da quattro a otto miliardi di franchi. Questo denaro deve essere utilizzato per promuovere la riduzione delle emissioni di gas serra, l'efficienza energetica, lo sviluppo delle energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio di CO2 e la protezione della biodiversità.

Verdi e PS compatti, "borghesi" scettici - Stando all'ultimo sondaggio SSR pubblicato ieri, i "no" sono in vantaggio: 60% a 35%. L'elettorato dei Verdi sostiene il testo praticamente compatto (94%), quello del PS è pure convinto in blocco (81%). Contrari invece tutti gli schieramenti borghesi, in primis UDC (86% di no) e PLR (81%). Altre differenze nella popolazione si notano tenendo conto della provenienza: nella Svizzera tedesca il 65% si oppone, in quella italiana tale tasso cala al 56% e in Romandia conduce di poco (47% a 45%) il sì. In generale, donne e giovani sono più propensi a un'approvazione.

Dal lato dei favorevoli, la motivazione più menzionata (69%) è che gli investimenti nelle fonti rinnovabili e nell'efficienza energetica contribuiscono a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera. Fra i contrari, il 64% crede che le spese previste per il fondo peserebbero troppo sul bilancio della Confederazione.

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