Svizzera e UBS: «Un'accoppiata vincente»

Sergio Ermotti è intervenuto oggi allo Swiss Economic Forum (SEF) per ribadire che «una UBS forte rafforza la Svizzera e viceversa».
ZURIGO - Il ceo di UBS Sergio Ermotti è intervenuto oggi allo Swiss Economic Forum (SEF) in corso a Interlaken (BE) per ribadire che "vogliamo assolutamente restare in Svizzera e avere successo partendo dalla Svizzera".
Secondo il banchiere ticinese, infatti, una UBS forte rafforza la Svizzera e viceversa. "Non posso immaginare che questa accoppiata non sia vincente".
La controversia sui requisiti patrimoniali più severi imposti all'unica grande banca elvetica rimasta dopo il crollo di Credit Suisse ha alimentato ripetutamente voci di un possibile trasferimento. Mentre il Consiglio federale chiede, tra l'altro, che le filiali estere di UBS siano interamente coperte da fondi propri, la banca si oppone con veemenza a tale richiesta.
Ora parte il processo democratico e UBS vuole contribuire a raggiungere una decisione basata sui fatti e meno sulle emozioni e sull'allarmismo, ha aggiunto Ermotti. Il quale ha però assicurato che in conclusione qualsiasi decisione del Parlamento verrà "accettata e rispettata".
Per Ermotti la sua banca è in ogni caso una componente importante dell'economia svizzera e occorre tenerne conto. Nel frattempo, il rapporto con Berna è "professionale" e dovrebbe essere costruttivo, ha affermato in risposta all'allusione secondo cui il rapporto con il Consiglio federale non sarebbe migliorato negli ultimi tempi.
Quanto all'iniziativa dell'UDC "No a una Svizzera da 10 milioni", su cui si voterà il 14 giugno, secondo Ermotti "non è la risposta giusta per risolvere il problema". Allo stesso tempo, ha sottolineato, le preoccupazioni della popolazione devono essere prese sul serio prima che si giunga a iniziative estreme.
Alla domanda conclusiva del moderatore, se preveda di dirigere ancora UBS tra quattro anni Ermotti ha risposto: "Spero di no". Al suo ritorno in UBS nel 2023 aveva dichiarato che sarebbe rimasto in carica almeno fino al completamento dell'integrazione di Credit Suisse. Tale processo dovrebbe essere in gran parte concluso entro la fine dell'anno.
Recentemente si è ipotizzato che, a causa del dibattito sulle misure sui fondi propri, potrebbe rimanere in carica fino alla fine del 2027 per poi assumere il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!