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SVIZZERA

Il tasso ipotecario di riferimento resterà fermo

Secondo gli analisti non cambierà a breve e potrebbe restare fermo fino al 2027
Depositphotos (AndrewLozovyi)
Fonte Ats
Il tasso ipotecario di riferimento resterà fermo
Secondo gli analisti non cambierà a breve e potrebbe restare fermo fino al 2027

BERNA - Il tasso ipotecario di riferimento non subirà variazioni la prossima settimana e dovrebbe rimanere stabile ancora per diversi mesi. È quanto emerge dal parere unanime degli esperti interpellati dall’agenzia Awp in vista del prossimo aggiornamento fissato al 1° giugno.

L’indicatore, stabilito trimestralmente dall’Ufficio federale delle abitazioni (UFAB) e determinante per le pigioni in tutta la Svizzera, è fermo all’1,25% dal settembre 2025. Un aumento di 0,25 punti percentuali consente ai locatori di alzare gli affitti del 3%, mentre una diminuzione apre la strada a una riduzione del 2,91% per gli inquilini.

Alla base del tasso vi è il livello medio degli interessi su tutte le ipoteche in essere, rilevato l’ultima volta all’inizio di marzo all’1,32%. Nel frattempo il tasso guida della Banca nazionale svizzera è stabile a zero da metà 2025. Secondo gli analisti, un ulteriore calo del tasso ipotecario appare improbabile senza un ritorno a tassi guida negativi.

Le principali banche concordano su una fase di stabilità. UBS segnala che la discesa degli interessi ipotecari ha rallentato fino quasi a fermarsi e prevede un possibile aumento del tasso di riferimento non prima di giugno 2027. Valutazioni simili arrivano da Banca Migros, dalla Banca cantonale di Zurigo e da Raiffeisen, che parla di un «lungo periodo di stabilità». Anche la società IAZI non prevede ritocchi prima del prossimo anno.

Resta però l’incognita legata alla guerra in Iran e alle sue conseguenze sull’inflazione. Se il conflitto dovesse protrarsi, la BNS potrebbe essere costretta ad aumentare il costo del denaro prima del previsto, con un possibile impatto sul tasso di riferimento già a fine 2026 o nel marzo 2027. I primi segnali di tensione sono visibili nei tassi ipotecari a breve e medio termine, in lieve aumento secondo Comparis.

Non si esclude tuttavia uno scenario opposto: un forte shock petrolifero potrebbe innescare una recessione e riportare i tassi in territorio negativo, mantenendo il tasso di riferimento invariato più a lungo. In ogni caso, gli effetti del contesto internazionale si riflettono solo gradualmente su questo indicatore, che si basa sull’insieme dei mutui in essere e reagisce quindi con ritardo.

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