Un altro anno difficile per Credit Suisse

Lo prevede il CFO David Mathers. Gli effetti della ristrutturazione e dei risparmi si sentiranno non prima del 2023
ZURIGO - Anche il 2022 sarà un esercizio difficile per Credit Suisse: lo ha detto il responsabile delle finanze (CFO) David Mathers commentando in teleconferenza i dati dell'esercizio precedente.
Già nel primo trimestre del corrente anno l'utile ante imposte rettificato sarà probabilmente sensibilmente più debole di quello dello stesso periodo del 2021, escludendo l'elevata perdita Archegos di allora, ha fatto sapere il manager di cittadinanza britannica.
Gli impulsi positivi della ristrutturazione organizzativa e dei risparmi sui costi si sentiranno invece non prima del 2023. Nelle ultime settimane Credit Suisse sta comunque già vedendo afflussi positivi di nuovo denaro nelle unità di gestione patrimoniale. Nel complesso l'istituto si aspetta che le opportunità aumenteranno con l'implementazione della nuova struttura aziendale.
Allo stesso tempo però il quadro generale molto favorevole degli ultimi anni sembra avere termine, ha messo in guardia il 57enne con laurea in scienza naturali a Cambridge. Per esempio, il massiccio aiuto pandemico delle banche centrali viene ora tagliato e allo stesso tempo i clienti devono prepararsi a tassi d'interesse crescenti e a un'inflazione elevata, ha detto il CFO in carica dal 2010.
Credit Suisse ha anche attuato circa i due terzi dell'annunciata riduzione delle attività della banca d'investimento. La banca ha poi diminuito del 32% l'insieme dei bonus. La società pubblicherà il rapporto sulle remunerazioni in marzo.




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