La moschea dove si è “formato” l'attentatore

Il 31enne frequentava a metà degli anni 2010 la moschea An'Nur. Il luogo di preghiera era noto per la presenza di predicatori d’odio che radicalizzavano giovani uomini e donne, alcuni dei quali si unirono all'ISIS.
Il 31enne frequentava a metà degli anni 2010 la moschea An'Nur. Il luogo di preghiera era noto per la presenza di predicatori d’odio che radicalizzavano giovani uomini e donne, alcuni dei quali si unirono all'ISIS.
WINTERTHUR (ZH) - N.D.*, il terrorista di Winterthur, da ventenne frequentava la moschea An'Nur. Era il periodo in cui la struttura di Winterthur (ZH) finiva sulle prime pagine nazionali.
Era infatti considerata un covo di islamisti e luogo di reclutamento per viaggiatori jihadisti: in totale sette giovani uomini e donne partirono da lì nel 2014 e 2015 per la Siria.
Ci furono diversi interventi della polizia e processi. Nel 2017 la moschea chiuse, ma ancora oggi la sua eredità resta.
Ripercorriamo le tappe salienti di questo luogo di preghiera dove alcuni predicatori d'odio radicalizzavano giovani uomini e donne.
Nel 2009 le prime voci sospette
Era il 2009 quando per la prima volta emersero le prime voci secondo cui nella moschea An'Nur (in arabo «la luce») a Winterthur circolavano islamisti con idee salafite.
I primi anatemi contro gli "infedeli" e alcuni giovani tra i 14 e i 25 anni radicalizzati
È il 2015 quando la moschea fa parlare di sé perché al suo interno diversi predicatori d’odio avrebbero cominciato a radicalizzare dei giovani musulmani tra i 14 e i 25 anni con i loro messaggi. In piccoli gruppi, nelle cosiddette lezioni Sunna, i predicatori avrebbero incitato contro gli «infedeli» e alimentato l’odio verso «l’Occidente, la Svizzera e la democrazia», come riferiva all’epoca l’esperto svizzero di estremismo Kurt Pelda.
In effetti, in questo periodo sei uomini e una giovane donna dell’ambiente della moschea An'Nur di Winterthur si recano in Siria per unirsi al gruppo terroristico dello Stato Islamico (Isis). Si ritiene che l’Isis avesse una cellula jihadista a Winterthur proprio nell’ambiente della moschea An'Nur nel quartiere Hegi, cosa che però i rappresentanti dell’associazione culturale islamica An'Nur hanno sempre negato. Secondo gli inquirenti, circa 60 persone apparterrebbero alla rete dei radicali.
Gli arresti del 2016
Il 2 novembre del 2016 avviene una perquisizione nella controversa moschea. La polizia arresta in totale quattro persone – tra cui l’imam etiope di 25 anni Scheich Abdurrahman. Questi avrebbe, nella sua predica del 21 ottobre, incitato all’uccisione dei musulmani che non rispettano gli orari di preghiera. Si viene a sapere che la polizia sorvegliava la moschea da mesi. Come reazione, il 4 novembre la federazione mantello delle organizzazioni islamiche di Zurigo (Vioz) sospende l’associazione An’Nur come membro.
Minacce e maltrattamenti alle "spie": in dieci finiscono in manette.
Il 22 novembre dello stesso anno diverse persone minacciano e maltrattano gravemente altri due fedeli. Questo perché sospettavano che i due uomini lavorassero come spie (per Kurt Pelda) e fornissero ai media informazioni su quanto avveniva nella moschea. Nel febbraio 2017, per l’aggressione vengono arrestate dieci persone di età compresa tra 17 e 53 anni.
Successivamente il Tribunale superiore di Zurigo condanna sei uomini, tra l’altro, per sequestro di persona e coazione. Viene inoltre decretata un’espulsione dal Paese. A fine ottobre si viene a sapere che la moschea dovrà chiudere a fine anno. La proprietaria, una piccola società immobiliare, si rifiuta di rinnovare il contratto di locazione di lunga data. La ricerca di una nuova sede procede a rilento nonostante un appello pubblico alle donazioni.
La moschea chiude nel 2017
La moschea rimane inizialmente aperta, dopo che l’associazione culturale An'Nur e la proprietaria hanno raggiunto davanti all’autorità di conciliazione un ultimo prolungamento del rapporto di locazione fino a fine settembre.
A fine maggio l’associazione An'Nur annuncia che la moschea di Winterthur verrà definitivamente chiusa e l’associazione sciolta. Una precedente raccolta fondi durante il Ramadan non aveva avuto il successo sperato. A fine novembre Scheich Abdurrahman viene condannato a una pena detentiva sospesa di 18 mesi e a un’espulsione dal Paese per dieci anni.
Nonostante la chiusura, l’eredità della moschea An'Nur continua a occupare le cronache. Un islamista della Macedonia del Nord, che nel 2015, diciottenne, aveva partecipato al brutale attacco contro due uomini, è stato definitivamente espulso dal Paese solo nel 2024 e per sette anni. Nel 2023 è stata pronunciata la stessa sentenza contro un algerino, anch’egli coinvolto nel 2015.
Stazione centrale di Winterthur, ultimo atto
N.D.*, il giovane che si era formato nella sala An'Nur, aggredisce dei passanti con un coltello alla stazione centrale di Winterthur. Tre persone rimangono ferite, una di loro gravemente. Mario Fehr, responsabile della sicurezza del Canton Zurigo, ha confermato che si tratta di un «atto terroristico».
*nome noto alla redazione








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