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VALLESE

Crans-Montana: 71 svizzeri feriti. Identificata la causa dell'incendio

Le autorità vallesane hanno fatto il punto sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, mentre proseguono le operazioni di identificazione delle vittime dell’esplosione.
AFP
Crans-Montana: 71 svizzeri feriti. Identificata la causa dell'incendio
Le autorità vallesane hanno fatto il punto sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, mentre proseguono le operazioni di identificazione delle vittime dell’esplosione.

CRANS-MONTANA - C’è chi cerca un figlio, chi una sorella, chi un amico. Non tutti i giovanissimi ricoverati nei centri specializzati per gravi ustionati di tutta la Svizzera, dopo l’esplosione del bar Le Constellation nella notte di Capodanno a Crans-Montana, hanno ancora un nome. La priorità assoluta, al momento, è una sola: l’identificazione delle vittime. Un processo complesso, che potrebbe richiedere più tempo del previsto.

Un nome alle vittime - A confermarlo sono state le autorità vallesane durante la conferenza stampa di questo pomeriggio a Sion, convocata per fare chiarezza sulla tragedia e per arginare le numerose speculazioni circolate nelle ultime ore, alimentate dall’incertezza.

Nel frattempo, il bilancio è di 40 morti e 119 feriti, 113 formalmente identificate, mentre altre 6 sono ancora in corso di identificazione. «71 delle persone identificate sono svizzere, 14 francesi e 11 italiane. Tra loro ci sono anche quattro serbi, un bosniaco, un belga, un lussemburghese, un polacco e un portoghese. Per 14 di loro la nazionalità è ancora ignota», ha spiegato Frederic Gisler, comandante della polizia cantonale del Vallese. «La priorità è dare un nome alle vittime».

«La situazione - ha aggiunto la procuratrice generale, Beatrice Pilloud - è in evoluzione, le cifre possono cambiare. Ci sono persone che spontaneamente si sono recate all'ospedale ore dopo il dramma in quanto solo in seguito si sono rese conto della gravità delle ferite».

40 morti e 119 feriti - La situazione negli ospedali è infatti ancora molto tesa. Secondo Mathias Reynard, presidente del Consiglio di Stato vallesano, almeno un'ottantina dei feriti versa in condizioni critiche.

«Stiamo facendo tutto il possibile per identificare le vittime», ha spiegato Reynard, che ha espresso la sua riconoscenza per la solidarietà e la collaborazione sia di tutte le strutture svizzere sia degli specialisti di altri paesi.

Tanta solidarietà - Già perché la cerchia degli aiuti internazionali si è estesa nelle ultime ore. Quattro giovani rimasti gravemente feriti verranno trasferiti in Belgio. All’ospedale Niguarda di Milano sono in arrivo altri quattro giovanissimi italiani. Mentre Israele ha inviato una squadra di specialisti per aiutare nell’identificazione delle vittime. Tre dei feriti sono stati ricoverati in Germania, nel Baden-Württemberg. «La solidarietà internazionale è essenziale. Una cinquantina di feriti sono stati trasferiti all'esterno oppure lo saranno a breve».

In risposta alle richieste dei familiari e autorità, è stato intanto creato il profilo Instagram "Crans Montana Avis de Recherche" (Avviso di ricerca Crans Montana). Questo account temporaneo ha lo scopo di localizzare le persone scomparse e le loro famiglie. Verrà chiuso una volta che tutti saranno ritrovati.

Le candele sulle bottiglie di champagne - Emergono poi nuovi dettagli sulle possibili cause dell’incendio. «Tutto porta a pensare che l'incendio sia scaturito da bengala o da candele sulle bottiglie di champagne troppo vicine al soffitto», ha aggiunto la procuratrice generale, Beatrice Pilloud. «A sostegno di questa tesi i video, gli interrogati e le constatazioni sul posto. Inoltre, sono stati interrogati i due gestori francesi. Abbiamo stilato la lista delle persone presenti nel locale, un lavoro che faciliterà l'identificazione delle vittime».

Il seguito dell'indagine verterà in particolare sui lavori effettuati all'interno del bar, sui materiali utilizzati, sulle autorizzazioni di esercizio, sulle misure di sicurezza: «Intendo dire gli estintori, le vie di fuga, il rispetto delle norme antincendio e i mezzi di lotta contro gli incendi».

«A seconda dei risultati dell'indagine e man mano che verranno prese le misure investigative e inquirenti, si valuterà se sussista o meno una responsabilità penale che coinvolga delle persone».

«Non possiamo permetterci errori» - Il colonnello Lengen ha poi spiegato la procedura per l'identificazione. «30 esperti lavorano in questo processo. Sappiamo che l'attesa è molto difficile e snervante per le famiglie, ma non possiamo permetterci errori». Verranno esaminati denti, DNA, vestiti e altri oggetti trovati sulle vittime.

Le famiglie non sono state lasciate a loro stesse. «Tutti si trovano ora a Crans-Montana, le stiamo seguendo e aggiornando continuamente», ha continuato il consigliere di Stato, Stéphane Ganzer.

«Pazienti trasferiti in coma» - Fredy-Michel Roten, direttore delle organizzazioni di soccorso vallesane, ha invece fornito ulteriori dettagli per quanto riguarda il trasferimento dei feriti. «Un gran numero di persone ha dovuto essere intubato e posto in coma farmacologico. Sono state impiegate quarantuno ambulanze, 22 delle quali provenienti dal Canton Vaud. Tredici elicotteri erano in servizio, tra cui uno francese e uno italiano».

Il trattamento delle vittime di ustioni può però richiedere settimane o addirittura mesi in alcuni casi. «Il numero di specialisti svizzeri non è sufficiente per far fronte al numero di vittime. Entro il 4 gennaio sono previsti circa 50 trasferimenti di pazienti in ospedali di altri paesi.

Articolo in aggiornamento...

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