Cerca e trova immobili
VAUD

Il sequestratore del treno era «ossessionato da una donna»

Durante la presa degli ostaggi avrebbe insistito per parlare con lei, usando anche il telefonino di uno degli ostaggi.
Il sequestratore del treno era «ossessionato da una donna»
Foto Keystone
Fonte WATSON/RTS
Il sequestratore del treno era «ossessionato da una donna»
Durante la presa degli ostaggi avrebbe insistito per parlare con lei, usando anche il telefonino di uno degli ostaggi.
LOSANNA - Emergono nuovi dettagli sul sequestratore del treno che l'8 febbraio scorso ha preso in ostaggio 13 passeggeri di un treno a Essert-sous-Champvent. Stando a quanto riporta il sito Watson - che ha ripreso alcuni dettagli resi noti dalla Radi...

LOSANNA - Emergono nuovi dettagli sul sequestratore del treno che l'8 febbraio scorso ha preso in ostaggio 13 passeggeri di un treno a Essert-sous-Champvent.

Stando a quanto riporta il sito Watson - che ha ripreso alcuni dettagli resi noti dalla Radiotelevisione svizzera di lingua francese - durante il sequestro avrebbe insistito per parlare con una donna, responsabile dell'assistenza ai richiedenti asilo ospitati temporaneamente nella caserma di Rochat dove lui era stato inizialmente accolto: a quel periodo risalirebbe l'inizio del suo invaghimento, sempre secondo l'informazione che ne ha dato la RTS.

Quando poi l'uomo è stato trasferito in un centro di accoglienza del canton Berna, avrebbe cominciato a "tampinare" l'operatrice sui social che, vista la piega che stava prendendo il desiderio di contatto, decide di bloccarlo. Lui allora torna a Rochat e comincia ad aspettarla fuori dalla caserma.

«Mai minaccioso, ma comunque inquietante» quella presenza là fuori, riporta la RTS, tanto che la donna sporge denuncia penale, denuncia respinta perché la minaccia viene considerata non sufficientemente grave.

L'operatrice, con alcuni colleghi, decide allora un giorno di incontrare il richiedente asilo fuori dalla caserma: di quell'incontro chi vi partecipò ricorda il pianto dell'uomo, «ha pianto molto» e la sua intenzione di «andare in Ucraina a morire».

L'ossessione per l'operatrice lo aveva portato a «deliri paranoici e a diversi ricoveri forzati qualche mese prima» di quell'incontro «a Ginevra». Poi l'azione sul treno e il sequestro dei tredici viaggiatori: proprio dal treno parte l'ennesimo tentativo di parlare con la ragazza, la sua ossessione, obbligando un ostaggio a comporre dal suo telefonino il numero della donna, che risponde. Il sequestratore la minaccia dicendole che se non lo avrebbe raggiunto immediatamente avrebbe fatto del male gli ostaggi.

Come poi è andata a finire tutta la vicenda, è cronaca dei giorni scorsi.

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE