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SVIZZERATutti i motivi per cui la Confederazione non potrà imporre l'obbligo vaccinale

20.11.21 - 08:06
Misure severe come quella austriaca sono fuori discussione in Svizzera, la conferma dell'esperto giurista
keystone-sda.ch (PETER KLAUNZER)
Fonte 20 Minuten/Daniel Graf
Tutti i motivi per cui la Confederazione non potrà imporre l'obbligo vaccinale
Misure severe come quella austriaca sono fuori discussione in Svizzera, la conferma dell'esperto giurista
«Non esiste nessun tipo di base legale per imporre un obbligo vaccinale qui da noi»

BERNA - Sebbene non ci tocchino direttamente, le rigidissime misure imposte dall'Austria questo venerdì non possono che colpire. Oltre al lockdown duro che entrerà in vigore a partire da lunedì per almeno 20 giorni c'è anche l'obbligo di vaccinazione esteso a tutta la popolazione, il primo di massa in un Paese europeo. Questo entrerà in vigore a partire dal primo febbraio.

Una cosa del genere in Svizzera sarebbe impossibile, lo confermano i giuristi ai colleghi di 20 Minuten: «Non esiste nessun tipo di base legale per imporre un obbligo vaccinale qui da noi», conferma il professore di Diritto costituzionale all'Università di Zurigo Andreas Glaser. Anche se la Confederazione, in casi eccezionali, può imporre l'obbligo di vaccino «ma solo per gruppi vulnerabili e circoscritti e solo in condizioni particolari».

Ok, ma nemmeno in caso la pandemia sfuggisse di mano? «No, la Legge sulle epidemie (LEp) pone dei limiti chiari su fino a dove il Consiglio Federale possa spingersi per quanto riguarda l'obbligo vaccinale, in caso di una vaccinazione di massa bisognerebbe o cambiare la Legge vigente o farne una nuova, passando in ogni caso dal Parlamento».

E non dimentichiamo l'eventualità di un referendum, estremamente probabile visto quanto successo (per due volte) con la legge Covid: «Un iter legislativo per l'obbligo vaccinale finirebbe impantanato nel nostro sistema democratico, chiaramente non è una buona soluzione per quanto riguarda la Svizzera», conferma Glaser che ha non nasconde i suoi dubbi giuridici sulla misura austriaca.

«Penso sia una decisione che potrebbe essere impugnata davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo», aggiunge, «imporre un vaccino, in uno stato membro del Consiglio d'Europa, potrebbe essere vista come una restrizione sproporzionata dei diritti umani».

La sua idea è che quella di Vienna sia più che altro una “mossa shock” per colpire e portare la gente a vaccinarsi: «Bisogna però ribadire che una cosa del genere può essere giustificata solo se - fra contagi e morti - ci sono gli estremi. Questo non è il caso della Svizzera, e difficilmente potrà diventarlo».

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