Swiss
ZURIGO
24.08.2021 - 23:590
Aggiornamento : 25.08.2021 - 11:36

Quelli che lavorano sugli aerei di Swiss dovranno vaccinarsi, ma loro cosa ne pensano?

Se il sindacato del personale di cabina è comprensivo, quello dei piloti non può non chiedersi: «E chi non lo fa?».

Ma in Svizzera un obbligo così è a norma di legge? L'esperto: «Una zona grigia, non esistono precedenti».

Fonte 20 Minuten/Fabian Pöschl
elaborata da Filippo Zanoli
Giornalista

ZURIGO - In Svizzera non vige alcun obbligo di vaccinazione per il Covid, in Swiss invece sì. È di oggi, infatti, la notizia che dal 15 novembre tutto il personale di volo sarà obbligato a vaccinarsi. La compagnia aerea giustifica la decisione adducendo «ai regolamenti internazionali di accesso ai singoli paesi». Insomma: per evitare tamponi quotidiani e problemi burocratici, meglio farlo.

Ma come l'hanno presa i dipendenti? Da una parte bene: «È una decisione tutto sommato lecita e in linea con il CCL», spiega Sandrine Kikolic-Fuss del sindacato del personale di bordo Kapers a 20 Minuten, «avremmo preferito che piuttosto vi fosse una raccomandazione e che la vaccinazione restasse volontaria, ma possiamo capire che questo potrebbe causare problemi logistici con gli spostamenti internazionali».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche la rappresentativa dei piloti: «La vaccinazione dovrebbe rimanere una cosa volontaria, in linea di principio, ma la decisione è comprensibile viste le restrizioni vigenti in molte nazioni», spiega Henning Hoffman dell'associazione piloti Aeropers che però non può fare a meno di parlare anche dell'aspetto più delicato dell'obbligo: «chi non può vaccinarsi o chi non vuole farlo ora è nell'incertezza, quali saranno le conseguenze? Vorremmo che Swiss avesse aperto un canale di dialogo prima di imporre una decisione di questo tipo».

In questi casi, la legge svizzera che dice? Non molto, in verità, come confermato anche dal professore dell'Universita di Zurigo ed esperto di diritto del lavoro Roger Rudolph: «Dal punto di vista legale è una vera e propria zona grigia, non esiste né una normativa legale chiare né una giurisprudenza che possa fare chiarezza».

«Pensare a un obbligo generalizzato per tutti i dipendenti, in ogni caso, sarebbe eccessivo», commenta Rudolph, «ha senso quando si tratta di proteggere persone a rischio, come nelle professioni sanitarie, oppure se al centro della motivazione c'è la sicurezza. È l'unica eventualità che troverei giustificabile».

Conferma la situazione d'incertezza giuridica anche l'avvocato e direttore del personale Bernhard Kolb che trova un possibile appiglio per la presa di posizione di Swiss: «L'obbligo potrebbe essere incluso nel dovere di diligenza del datore. Il personale di bordo è in stretto contatto con tantissime persone. Ridurre la chance di un'infezione - tanto per il personale quanto per i clienti - è quindi dovere della compagnia».

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