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Molestava ragazzini chiedendogli di aiutarlo a cambiarsi il pannolone

Il 38enne dovrà scontare 12 mesi dietro le sbarre. I fatti sono avvenuti tra il 2015 e l’anno successivo
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Molestava ragazzini chiedendogli di aiutarlo a cambiarsi il pannolone
Il 38enne dovrà scontare 12 mesi dietro le sbarre. I fatti sono avvenuti tra il 2015 e l’anno successivo
VEVEY - È stata ribattezzata dagli inquirenti “Pampers” l’indagine svolta nel canton Vaud su un pervertito che era solito indossare pannoloni. La parafilia in questione non costituisce di per sé un reato, ma il 38enne ...

VEVEY - È stata ribattezzata dagli inquirenti “Pampers” l’indagine svolta nel canton Vaud su un pervertito che era solito indossare pannoloni. La parafilia in questione non costituisce di per sé un reato, ma il 38enne ha seminato il panico tra il 2015 e il 2016 tra i giovanissimi nei dintorni di Losanna.

Con un passato da ex allenatore nel calcio giovanile, l’uomo ha chiesto (in almeno una ventina di casi) a ragazzini e ragazzine sulla decina di aiutarlo a cambiare il pannolone che indossava. Molti di loro si sono dati alla fuga, ma alcuni si sono trovati confrontati con la visione dei suoi genitali.

L’uomo è comparso in aula lo scorso mercoledì a Vevey, dopo aver già trascorso del tempo in detenzione e aver svolto un periodo di terapia. Oggi vive assieme ad una donna, che ha un figlio piccolo, ed è all’oscuro delle altre accuse rivolte al 38enne. Dalle foto che mostrano parti intime di bambini trovate in suo possesso alle intrusioni nelle docce dei ragazzi che allenava.

«Mi vergogno» - Nessuna parola nemmeno riguardo l’attaccamento morboso nei confronti del figlioccio. Completo di masturbazioni e richieste di urinare nella sua bocca. Figlioccio poi ricoperto di regali per “comprare” il suo silenzio. «Mi vergogno. Non ne vado fiero. È stato deplorevole. E non è facile parlarne. Non avrei dovuto farlo», ha ammesso l’imputato.

Il procuratore però ha dichiarato di non aver visto «un sincero ravvedimento», sottolineando un forte rischio di recidiva e chiedendo 4 anni di carcere da scontare e un’interdizione di almeno 5 anni a qualsiasi lavoro a contatto con i giovani. Il legale del 38enne ha invece sostenuto che l’uomo non è «assetato di sesso» e che quindi non merita il carcere.

Un punto quest’ultimo che non ha però convinto la corte, che ha condannato l’ex allenatore ad una pena di 30 mesi, di cui 12 da scontare. L’uomo non potrà inoltre lavorare a contatto con i ragazzi per dieci anni, dovrà sottoporsi ad una terapia e versare 18mila franchi di risarcimento e altri 70mila per le spese.

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