Magrezza, proteine, botox... il burnout da benessere è servito

Un nuovo studio lo rivela: il settore è in piena espansione, ma la pressione per essere in forma, belli e sani genera stress e colpisce in modo particolare donne e giovani.
ZURIGO - Frullati proteici per la merenda di metà mattina, allenamento Hyrox al posto delle serate in discoteca, integratori per una pelle più luminosa e botox contro le rughe: benessere e auto-ottimizzazione non sono più temi di nicchia. Il nuovo studio GDI "Feelgood Revolution" mostra, per la prima volta in modo rappresentativo per la regione DACH (Germania, Austria, Svizzera), come le persone percepiscono alimentazione, salute e bellezza.
I risultati delineano un quadro contraddittorio: mai prima d’ora si è investito così tanto nel proprio benessere, eppure le persone si sentono sempre più esauste. L’auto-ottimizzazione ci sta distruggendo?
Il settore del benessere è più grande del turismo
Secondo lo studio, l’economia del benessere ha raggiunto un valore globale di circa 6.800 miliardi di dollari nel 2024. Si prevede che crescerà fino a 9.800 miliardi entro il 2029, superando i settori IT, sportivo e turistico.
Settori un tempo separati - come alimentazione e salute, bellezza e benessere, o bellezza e stile di vita - si stanno fondendo. Bevande al collagene, cliniche per la longevità e farmaci dimagranti a base di GLP-1 sono solo alcuni esempi. Chi cerca prodotti che promettono di saziare e migliorare l’aspetto trova un’offerta sempre più ampia. E la tendenza è in continua crescita.
Il 30% soffre di stress cronico
Perché il settore del benessere è in così forte espansione? Lo studio offre una risposta: molte persone si sentono costantemente sotto pressione e cercano sollievo. Il 30% degli intervistati dichiara di soffrire quasi sempre di stress legato alla mancanza di tempo.
Anche l’autrice dello studio, Christine Schäfer, si dice sorpresa: «Mi ha colpito la pressione temporale e di rendimento a cui siamo sottoposti, così come le nette differenze di genere ed età. I giovani sono più stressati degli anziani, mentre le donne risultano più insoddisfatte e maggiormente sotto pressione rispetto agli uomini».
Due terzi dei giovani tengono al proprio aspetto
I giovani, in particolare, sono fortemente influenzati dagli ideali di benessere e bellezza. Il 67% delle persone tra i 16 e i 24 anni afferma che avere un bell’aspetto è importante. Inoltre, il 45% attribuisce grande importanza a come viene percepito dagli altri.
I social media giocano un ruolo chiave: quasi un quarto degli under 25 utilizza Instagram e TikTok per informarsi sulla salute. Anche l’intelligenza artificiale sta guadagnando terreno: oltre un terzo consulta ChatGPT e servizi simili. Farmacisti e pubblicazioni specialistiche restano le fonti più affidabili, ma vengono consultate meno spesso.
Il benessere: risposta allo stress e parte del problema
Il paradosso è evidente: «Il benessere promette sollievo, ma spesso crea nuove pressioni attraverso l’auto-ottimizzazione, il confronto sociale e la mancanza di orientamento», afferma Schäfer. Il 54% ritiene eccessiva la pressione sociale legata all’aspetto. La metà degli intervistati trova estenuante dover controllare costantemente dieta, esercizio fisico e immagine. Oltre un terzo si sente stressato dalle aspettative di una vita sana e un altro terzo ha la sensazione di non fare mai abbastanza. «Questa combinazione di pressione costante, senso di sopraffazione e confusione è tipica del burnout da benessere».
Tra le cause principali c’è il ruolo dei social media. «Influencer del benessere, della bellezza e del fitness mostrano quotidianamente routine perfette, curate nei minimi dettagli e apparentemente facili da integrare nella vita quotidiana», spiega Schäfer. Questo alimenta aspettative irrealistiche e aumenta la pressione sui follower. «Ciò che nasce come consiglio utile finisce per trasformarsi in un impegno costoso e a tempo pieno».
Le tendenze anti-età: reale beneficio o business?
Lo studio evidenzia anche un cambiamento profondo nella percezione della salute. Il benessere non è più solo spa o palestra, ma un modo per riprendere il controllo su salute, aspetto e qualità della vita. Parallelamente cresce lo scetticismo: il 74% considera molte tendenze estetiche e anti-età semplici strategie commerciali, mentre il 54% diffida della maggior parte delle promesse legate alla salute.
Le cifre chiave dello studio
- Meno della metà degli under 40 si dichiara soddisfatta della propria salute mentale.
- Il 53% crede di poter controllare il proprio processo di invecchiamento.
- Il 44% utilizza dispositivi o app per monitorare la salute, soprattutto passi e attività fisica.
- L’età ideale per una vita in salute è indicata in 90 anni, sei-otto anni in più rispetto all’attuale aspettativa.
- Gli intervistati investirebbero in media 199 franchi al mese per raggiungere questo obiettivo.
- Il 43% si sente più giovane della propria età, contro il 13% che si sente più vecchio.
- Le donne subiscono maggiori pressioni rispetto agli uomini su aspetto (+35%), prestazioni fisiche (+23%) e alimentazione (+20%).
- L’84% assume almeno un integratore alimentare.
- Il 67% dei giovani tra 16 e 24 anni considera importante l’aspetto fisico, mentre solo il 10% lo ritiene irrilevante.
- Tra i giovani, il 45% aderisce a ideali di bellezza estrinseci; tra gli over 65 la quota scende al 16%.
- Il 30% degli intervistati si sottoporrebbe a chirurgia estetica se fosse gratuita e senza rischi. Le donne indicano soprattutto seno e viso; gli uomini viso, capelli, naso e addome.
- In Svizzera, il 9% utilizza farmaci GLP-1 per la perdita di peso e il 15% valuta di farlo in futuro.
- Il fenomeno Botox continua a crescere: nella regione DACH l’uso è salito all’8%, superando quello tra gli uomini (6%).



