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SVIZZERA

Crans-Montana, ancora in condizioni critiche diversi feriti svizzeri ricoverati all'estero

Lo comunicano due team di specialisti che hanno fatto visita ai pazienti rossocrociati ospedalizzati in Francia, Italia, Germania e Belgio.
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Fonte UFPP
Crans-Montana, ancora in condizioni critiche diversi feriti svizzeri ricoverati all'estero
Lo comunicano due team di specialisti che hanno fatto visita ai pazienti rossocrociati ospedalizzati in Francia, Italia, Germania e Belgio.

BERNA - I due Swiss Contact Team (SCT), attivati il 21 gennaio, hanno visitato tutti i pazienti svizzeri o residenti in Svizzera che sono in cura presso cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia. Lo ha comunicato oggi l'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).

Le visite hanno confermato che continua a essere garantita la migliore assistenza medica possibile e che la solidarietà internazionale rimane molto forte. Gli accordi presi con il personale medico e i familiari sul posto costituiscono una base importante per la preparazione e il coordinamento delle cure successive.

Belgio, Germania, Francia e Italia - I due team hanno iniziato il loro lavoro il 21 gennaio. Hanno visitato dapprima i pazienti in Belgio e Germania, poi quelli in Francia e Italia. Attualmente, 19 pazienti di nazionalità svizzera e 6 pazienti di nazionalità straniera, ma residenti in Svizzera, sono in cura presso cliniche specializzate in Belgio, Germania, Francia e Italia.

Gli SCT erano composti da rappresentanti della Rete nazionale per la medicina delle catastrofi. Tra i membri si contano due esperti nel campo del trattamento delle ustioni, la professoressa Dr. Mette Berger e il professor Dr. Clemens Maria Schiestl, nonché specialisti in riabilitazione ed esperti con esperienza operativa della Croce Rossa Svizzera e del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) per il supporto organizzativo. Ulteriore sostegno è stato fornito dalle ambasciate e dai consolati svizzeri. L’invio dei team è stato organizzato dalla Centrale nazionale d’allarme dell’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).

«Sforzi straordinari» per i pazienti di Crans-Montana - Gli SCT hanno giudicato eccellente lo scambio con i team di cura in loco. Gli sforzi compiuti per garantire la migliore assistenza medica possibile ai pazienti sono straordinari e la volontà di collaborare strettamente con la Svizzera è molto forte.

I team di cura hanno espresso un giudizio molto positivo sui primi trattamenti prestati e sullo scambio con i centri ustionati svizzeri (CHUV Losanna, Ospedale universitario di Zurigo, Ospedale pediatrico di Zurigo), da cui sono stati trasferiti molti pazienti. In diversi casi ha avuto luogo anche uno scambio con i familiari sul posto per capire quali fossero le esigenze, e in parte è già stato fornito aiuto.

Ancora pazienti in condizioni critiche - Tra i pazienti ricoverati nei centri ustionati all’estero ci sono ancora persone in condizioni critiche, mentre altre potranno essere trasferite in Svizzera nei prossimi giorni. Le cliniche specializzate all’estero sono pronte a continuare a curare i pazienti per tutto il tempo ancora necessario. Ciò consente di pianificare il loro rientro in Svizzera in un momento opportuno dal punto di vista terapeutico, garantendo il miglior trattamento possibile e soddisfacendo al meglio le esigenze dei pazienti e dei loro familiari.

I risultati degli accertamenti verranno utilizzati per il successivo coordinamento a livello nazionale, che sarà effettuato dai centri ustionati in Svizzera, dai cantoni in collaborazione con la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), dalla Suva, dalle cliniche di riabilitazione della Suva di Bellikon e Sion, dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dall’UFPP nell’ambito della Rete nazionale per la medicina delle catastrofi KATAMED.

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