Luce verde al piano di legislatura 2023-2027

La tabella di marcia del Governo comprende quattro linee guida, a cui sono subordinati 25 obiettivi e 112 misure
BERNA - Il piano di legislatura 2023-2027, sorta di bussola con i principali obiettivi politici per il prossimo quadriennio, è ormai realtà. Dopo il Consiglio nazionale, oggi anche gli Stati hanno approvato le proposte della Conferenza di conciliazione.
Le linee guida inserire nel piano costituiscono un quadro di riferimento per il lavoro del Consiglio federale. Oltre alle relazioni con l'UE, alle finanze e alla protezione del clima, il Governo darà priorità anche alle nuove sfide che attendono il Paese come l'intelligenza artificiale, la gestione delle crisi, l'approvvigionamento energetico e la ricostruzione dell'Ucraina.
Diversamente da quanto chiedevano vari partiti, fra cui il Centro, la tassa sulle transazioni finanziarie per rimpinguare l'AVS non figura più all'ordine del giorno. Ciò vale anche per l'abolizione del tetto alle pensioni per le coppie sposate e per la revisione della concessione alla SSR.
In aula solo quattro proposte della conferenza di conciliazione hanno suscitato un certo dibattito, venendo però approvate. Via libera quindi alla strategia nazionale per la formazione continua e professionale, all'adozione di condizioni quadro per la prossima esposizione nazionale (prevista per il 2030), e al miglioramento della protezione sociale per gli operatori culturali. Quest'ultima esigenza riflette le difficoltà del settore emerse durante la pandemia di coronavirus.
In precedenza, le due Camere si erano dette d'accordo su diversi altri ambiti che toccano l'economia, la migrazione, la salute e il clima. I tentativi dell'UDC di inserire nel programma una stretta sui profughi ucraini, per esempio mediante l'abolizione dello statuto di protezione S per chi è originario di quelle zone del Paese rimaste abbastanza sicure, sono state respinte.
In generale, la tabella di marcia del Governo comprende quattro linee guida, a cui sono subordinati 25 obiettivi e 112 misure. Fra gli obiettivi fissati dal Consiglio federale figura anche il rinnovamento delle due relazioni con l'UE, un tema ormai onnipresente.
A tale riguardo, la Camera del popolo ha precisato che i negoziati dovranno concludersi durante questa legislatura. Il Parlamento non ha voluto stralciare dal programma, come chiedeva l'UDC, futuri negoziati per trasformare l'attuale contributo di coesione elvetico a certi Stati Ue in un versamento regolare.




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