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GRIGIONICaso Quadroni: «Riaprire il procedimento contro il capo della polizia di Scuol»

16.01.24 - 16:15
Lo ha stabilito il Tribunale cantonale, accogliendo in gran parte un ricorso dello stesso informatore.
Ti-Press
Fonte ATS
Caso Quadroni: «Riaprire il procedimento contro il capo della polizia di Scuol»
Lo ha stabilito il Tribunale cantonale, accogliendo in gran parte un ricorso dello stesso informatore.

SCUOL (GR) - La procura grigionese deve riaprire il procedimento penale, che era stato interrotto, contro un alto funzionario di polizia nell'ambito del caso del "whistleblower" del cartello edilizio Adam Quadroni. Lo ha stabilito il Tribunale cantonale, accogliendo in gran parte un ricorso dello stesso informatore.

Come si evince dalla sentenza, l'agente in questione era a capo del posto di polizia di Scuol (GR). È stato coinvolto, più o meno direttamente, in diverse operazioni contro Quadroni nel 2016 e nel 2017.

In particolare, si tratta dell'arresto dell'uomo il 15 giugno 2017 dopo che questi aveva denunciato il cartello edilizio e del suo successivo ricovero in una clinica psichiatrica. Ci sono state inoltre perquisizioni domiciliari e un rapporto di indagine preliminare su Quadroni.

Abuso di autorità

Un anno dopo, la procura ha avviato un procedimento penale nei confronti del poliziotto sulla base di denunce dell'informatore e del Dipartimento grigionese di giustizia, sicurezza e sanità, tra le altre cose per presunto abuso di autorità. Al centro dell'indagine l'arresto già citato, così come il ruolo dell'agente nella preparazione e nell'esecuzione di esso.

Nel giugno 2022 però, il Ministero pubblico ha interrotto il procedimento, in quanto non erano emersi indizi di reato. Per la procura le incongruenze nel comportamento del diretto interessato, che avevano dato origine ai sospetti, non costituivano una violazione dei doveri d'ufficio.

Operazione forse non legittima

Il "whistleblower" ha quindi presentato ricorso presso la massima istanza giuridica cantonale, ottenendo ragione su vari punti. Secondo quanto si legge nella sentenza, vi sono indicazioni che l'operazione del 15 giugno 2017 «potrebbe non essere stata legittima» e che il capo della stazione di Scuol fosse indirettamente responsabile per aver ordinato l'impiego dell'unità di intervento della polizia cantonale.

Stando ai giudici dunque, contrariamente a quanto affermato dalla procura, non si può escludere al di là di ogni dubbio che il funzionario sia colpevole di un reato penale. Il tribunale ha perciò concluso che i fatti e la situazione giuridica non erano sufficientemente chiari da giustificare la sospensione.

È stato pure riconosciuto che a Quadroni non era stato concesso il diritto di essere ascoltato su varie questioni. Il dossier tornerà ora nelle mani del Ministero pubblico per le prosecuzione del procedimento.

Capo territoriale scagionato

Per contro, il Tribunale cantonale ha respinto un analogo ricorso del "whistleblower" contro un altro stop alle indagini, questa volta a carico dell'allora capo della polizia territoriale est, che aveva richiesto l'operazione contestata basandosi soprattutto sulle informazioni del numero uno del commissariato di Scuol. In questo caso, sottolineano i giudici, la procura ha agito correttamente, visto che non vi erano indicazioni di responsabilità penale.

Entrambe le decisioni non sono ancora definitive e possono essere impugnate presso il Tribunale federale (TF).

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