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SVIZZERAFinto agente di polizia molesta sessualmente una donna

01.11.23 - 17:31
Il responsabile ha dovuto rispondere di privazione della libertà, usurpazione d'ufficio, violazione di domicilio e molestie sessuali
Depositphotos
Fonte 20 Minuten
Finto agente di polizia molesta sessualmente una donna
Il responsabile ha dovuto rispondere di privazione della libertà, usurpazione d'ufficio, violazione di domicilio e molestie sessuali

BERNA - Si finge un poliziotto in borghese e molesta sessualmente una donna. L’orribile episodio, accaduto nel Canton Berna, è valsa all’aggressore una sanzione pecuniaria da 7mila franchi.

La vicenda risale al 2022 quando una ragazza si trovava in macchina con il fidanzato nel parcheggio di un ristorante. All’improvviso un uomo, classificandosi come poliziotto in borghese, si era fatto avanti richiedendo il passaporto alla donna, dicendo che era in corso un controllo.

Approfittando del fatto che la giovane era priva del passaporto, dimenticato a casa della sorella, il finto agente l’ha fatta scendere dall’auto del fidanzato e l’ha accompagnata con la sua macchina a recuperare il documento. E proprio nel tragitto in auto, durato meno di dieci minuti, l'uomo, straniero che vive in Svizzera da 14 anni, l'ha aggredita sessualmente mettendole una mano sulla coscia e afferrandole la mano più volte.

Arrivata infine a destinazione, il falso agente ha continuato a recitare la parte dicendo anche alla sorella di essere un poliziotto in abiti civili. L’inganno alla fine è stato smascherato e la denuncia ha portato l’uomo a dover rispondere, davanti alla legge, di privazione della libertà, usurpazione d'ufficio, violazione di domicilio, molestie sessuali, subendo una condanna pecuniaria dell’ammontare da 7mila franchi, con riserva per due anni. Ovvero dovrà pagare solo se commetterà nuovamente dei reati. Se ciò accadrà sarà anche sottoposto a fermo di polizia per un giorno.

Tra i reati commessi, come detto, anche quello di privazione della libertà che comporterebbe l’espulsione obbligatoria dal paese. Conseguenza che per l’uomo - su cui incombe anche l’iscrizione nel registro delle esecuzioni per un ammontare di circa 50mila franchi - non è scattata perché considerato un “caso difficile” considerato il fatto di avere quattro figli a cui badare.

L’interesse pubblico all’espulsione dal Paese - come riportato da 20 Minuten - non superava dunque l’interesse privato del condannato a restare in Svizzera. Inoltre non aveva precedenti penali ed è tornato al lavoro dopo un breve periodo di disoccupazione. Tenendo conto del benessere dei figli e della «gravità relativamente bassa» del crimine, la procura ha così deciso di non espellerlo. 

La polizia cantonale di Berna non ha saputo dire con quale frequenza si verificano casi analoghi. Ma ricorda che quando «un agente di polizia si muove in abiti civili, deve potersi identificare in qualsiasi momento senza che gli venga chiesto. Una vera carta d'identità della Polizia cantonale di Berna riporta tra l'altro una foto, il nome del portatore e il logo della Polizia cantonale», dicono dalla polizia. 

 

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