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SVIZZERA

Primo agosto, Cassis invita ad «alimentare lo slancio del 1848»

Il capo del DFAE:«Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo, senza temere le differenze di opinione».
Primo agosto, Cassis invita ad «alimentare lo slancio del 1848»
Afp (archivio)
Fonte ATS
Primo agosto, Cassis invita ad «alimentare lo slancio del 1848»
Il capo del DFAE:«Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo, senza temere le differenze di opinione».
SAN GOTTARDO - Il consigliere federale Ignazio Cassis invita gli svizzeri a «non rifugiarsi nella zona di comfort», ma a fare un uso attivo dei propri diritti. A suo avviso, la Confederazione non può riposare sugli allori in un mon...

SAN GOTTARDO - Il consigliere federale Ignazio Cassis invita gli svizzeri a «non rifugiarsi nella zona di comfort», ma a fare un uso attivo dei propri diritti. A suo avviso, la Confederazione non può riposare sugli allori in un mondo in continua evoluzione.

Quest'anno, la Svizzera celebra i 175 anni della Costituzione federale, ha ricordato il "ministro" degli Esteri durante un'escursione sul massiccio del Gottardo con circa 160 lettori dei settimanali L'Illustré e Schweizer Illustrierte. «175 anni fa abbiamo posto la prima pietra della Svizzera moderna e liberale, un modello di successo che molti ci invidiano. Dobbiamo alimentare lo slancio del 1848», ha affermato. «Perché se la Costituzione garantisce i nostri diritti, ci dà anche delle responsabilità».

Attualmente la Svizzera «sta bene: l'economia è competitiva e innovativa, la disoccupazione è bassa, l'inflazione è relativamente contenuta e la fiducia nelle istituzioni pubbliche è alta», ha affermato. «Ma con la prosperità e le comodità che ne derivano, tendiamo a rifugiarci nella nostra zona di comfort e ad aspettare che altri - anche lo Stato - si prendano cura di noi», ha lamentato il liberale radicale. «Ma nella nostra democrazia diretta, lo Stato siamo noi».

«Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo, senza temere le differenze di opinione, nel rispetto degli altri. E tenendo sempre presente che anche l'altro può avere ragione», ha sottolineato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). «Questo è l'atteggiamento liberale che ha reso la Svizzera ciò che è». E invita a «mantenere lo spirito dei nostri antenati: la volontà di andare avanti insieme e uniti nel nostro Paese, mantenendo una porta aperta verso i nostri vicini e il mondo».

In italiano, la strada che risale il Gottardo si chiama "La via delle genti". È proprio vero, ha detto il ticinese sottolineando che si tratta di un punto di passaggio, a volte difficile, perché collega culture profondamente diverse: il nord e il sud dell'Europa, la parte germanofona con quella italofona.

Quando studiavo all'università di Zurigo, noi ticinesi attraversavamo le Alpi per «studiare indentro» - in Svizzera interna - come se il Ticino fosse un po' fuori dalla Svizzera. Oggi per fortuna è diverso: insieme abbiamo costruito tunnel, vie ferrate e autostrade. La durata del tragitto si è ridotta. Non siamo mai stati così vicini. Ciò plasma la nostra identità e, con essa, quella di tutta la Svizzera, ha concluso Cassis.

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