CASO MAD HEIDI«Nel dittatore che sfida la Heidi sanguinaria c'è chi ci vede Putin e chi Berset»

03.12.22 - 11:32
Dopo le polemiche di questa settimana, la parola al regista del controverso “Mad Heidi”, da ieri nelle sale ticinesi
Swissploitation
«Nel dittatore che sfida la Heidi sanguinaria c'è chi ci vede Putin e chi Berset»
Dopo le polemiche di questa settimana, la parola al regista del controverso “Mad Heidi”, da ieri nelle sale ticinesi

SVIZZERA - Da venerdì sera anche nelle sale ticinesi, il film del collettivo svizzero Swissploitation “Mad Heidi” ha fatto decisamente discutere Oltregottardo. Ambientato in una Svizzera assurda, governata da una sorta di pseudo-nazisti vede l'amata eroina alpestre combattere una sanguinosissima (ed è un eufemismo) battaglia per vendicare l'amico Peter, barbaramente ucciso.

Vietato ai minori di 16 anni, per alcuni è troppo poco
Esageratamente violento e sopra le righe, “Mad Heidi” prende spunto dal cinema di serie B americano per fare un po' di satira (all'acqua di rose). Ma a indignare genitori e associazioni è soprattutto il fatto che in Svizzera non sia vietato ai minori. La sua visione è consigliata dai 16 anni in su. La preoccupazione delle zelanti mamme e papà è che i loro figli - magari anche più piccoli - riescano comunque a vederlo.

In Ticino, il responsabile della Commissione cinema giovani Maurizio Battiston, sentito a riguardo da tio.ch aveva anticipato: «A giudicare anche solo dal trailer, con quella violenza esagerata e splatter, penso che 16 anni saranno il minimo». Questa mattina però la valutazione: servono almeno 18 anni per poter accedere alla sala.

«I ragazzi oggi hanno accesso a cose che fanno paura davvero»
Ma come le stanno prendendo tutte queste controversie, quelli di Swissploitation? Non benissimo, ma nemmeno troppo male: «I ragazzi di oggi vedono di ben peggio sui loro smartphone, con la guerra in Ucraina e tutto il resto», commenta ai colleghi di 20 Minuten uno dei registi Johannes Hartmann, «al giorno d'oggi con internet si può finire in posti molto più oscuri che fanno davvero paura. La violenza che c'è in “Mad Heidi” è assolutamente esagerata, sono sicuro che non traumatizzerà nessuno anche perché principalmente è un film da ridere».

Il progetto parte da lontano, dal 2018 e un crowdfunding: «Volevamo portare in Svizzera tutti gli elementi dei film d'exploitation (resi celebri anche da Tarantino e Rodriguez, ndr.) il loro splatter, l'horror e la commedia. E chi meglio di Heidi? Ma ci tengo ad aggiungere che il film non è un'insensata orgia di violenza, ha una componente politica».

«Il film ha una componente satirica»
In che senso? Ce lo spiega proprio Hartmann: «Nel film, la Svizzera è governata da un dittatore che perseguita le persone intolleranti al lattosio perché sono inutili per il suo impero del formaggio», racconta il regista, «la presa in giro di una dittatura come questa ha un forte retrogusto politico, non è passato poi così tanto tempo da quando una parte della popolazione svizzera definiva Berset “un dittatore” per le restrizioni legati al Covid... Ma c'è anche chi potrebbe vederci un po' di Vladimir Putin... Anche se la sceneggiatura l'ho scritta parecchi anni fa!».

E per quanto riguarda i genitori inorriditi e le critiche, il co-regista non si fa grandissimi problemi: «Quando fai un film del genere è una cosa che ti devi aspettare, è un tipo di prodotto che divide: o ti fa schifo o ti fa impazzire. In realtà da parte della critica i feedback sono molto positivi... Tra l'altro alla realizzazione del film, che è costato circa 3,3 milioni, ha partecipato anche la SRF che lo manderà in onda. Certo, immagino che lo farà dopo le 23:00...».

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