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SVIZZERAMancano traduttori e Berna guarda in Italia, qualcuno storce il naso

25.09.22 - 12:38
I servizi linguistici federali sono spesso sovraccarichi e richiedono l'aiuto di società esterne oltre confine
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Fonte 20Minutes
Mancano traduttori e Berna guarda in Italia, qualcuno storce il naso
I servizi linguistici federali sono spesso sovraccarichi e richiedono l'aiuto di società esterne oltre confine

BERNA - Dall’introduzione, nel 2007, della legge sulle lingue nazionali i dipartimenti federali e la Cancelleria sono obbligati a fornire informazioni in tutte e quattro le lingue. L'Amministrazione federale per permettere la comprensione dei documenti ufficiali a tutti i cittadini ha allestito un servizio di traduzione, scrive la SonntagsBlick. Eppure, gli uffici linguistici a Berna sono regolarmente al limite delle loro capacità e la Cancelleria federale continua a effettuare ordini con fornitori di servizi esterni per compensare questi limiti, che però non sempre si trovano in Svizzera. 

Contratti da 1,2 milioni di franchi - Su richiesta del Dipartimento federale delle finanze (DFF), la Cancelleria federale ha stipulato due contratti di traduzione con società italiane di Roma e di Modena. Il DFF si è così assicurato i servizi di traduzione per i prossimi tre anni, a un costo compreso tra 750'000 e 1,2 milioni di franchi svizzeri.

Una situazione di urgenza - L'esempio del DFF non è un caso particolare, come confermato dalla Cancelleria federale. In caso di sovraccarico di lavoro, di urgenza e «se tutte le possibilità interne sono state esaurite», i singoli ordini di traduzione vengono affidati a terzi. «Secondo la legge, nell’assegnazione dei contratti non si può fare distinzione tra traduttori in Svizzera e traduttori all'estero», scrive la Cancelleria federale. La Confederazione ha infatti tradotto all'estero 43.245 pagine solo negli anni dal 2019 al 2021 per un costo totale di 4,2 milioni di franchi svizzeri.

Il plurilinguismo - Una situazione che non piace al consigliere nazionale Matthias Aebischer (PS/BE). «Il plurilinguismo è un prodotto che caratterizza il nostro Paese e contribuisce a plasmare la nostra identità», sostiene il bernese che si aspetta quindi che i testi della Confederazione siano tradotti in Svizzera. Intende affrontare nel futuro prossimo la questione dell'affidamento degli appalti al Consiglio nazionale.

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