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SVIZZERA"QR code macht frei" sulle foto dei campi di concentramento, è boom dell'antisemitismo

22.02.22 - 08:08
Nel 2021 le manifestazioni di sprezzo verso la comunità ebraica sono quasi raddoppiate.
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Fonte 20 Minuten
"QR code macht frei" sulle foto dei campi di concentramento, è boom dell'antisemitismo
Nel 2021 le manifestazioni di sprezzo verso la comunità ebraica sono quasi raddoppiate.
Per la maggior parte, si parla di episodi avvenuti online, ma spicca il vandalismo di una sinagoga.

ZURIGO - Non è stato certo l’anno d'oro della coesione sociale, il 2021. Ma la pandemia sembra aver fatto prendere piede anche all'avversione verso le persone di origine ebraica. Lo indica il nuovo rapporto sull’antisemitismo della Federazione svizzera delle comunità israelite (FSCI) e della Fondazione contro il razzismo e l’antisemitismo (GRA). 

Nel giro di un anno, in Svizzera il numero di episodi di antisemitismo è passato da 480 a oltre 800. E l’online domina la scena. Il maggior numero di casi è infatti stato registrato su Telegram (61%), seguito da Twitter (28,2%).

La crisi sanitaria sarebbe stata un fattore scatenante: nelle chat circolavano infatti immagini di stelle ebraiche con la scritta “non vaccinato” o “certificato Covid”. Diffusi anche fotomontaggi che mostrano l’ingresso di un campo di concentramento con la scritta “QR Code macht frei”. E l’incremento di questo trend si riscontrerebbe soprattutto tra i Corona-scettici. 

Gli autori del rapporto definiscono problematico e inappropriato fare paragoni di questo tipo con il regime nazista, la persecuzione della popolazione ebraica e l’Olocausto. 

Il rapporto conta anche più circostanze (38) in cui le persone hanno negato o banalizzato la Shoah. In questi casi viene ad esempio negato che sei milioni di ebrei siano stati assassinati, o che siano esistiti campi di sterminio con camere a gas. 

Il rapporto registra però un aumento dell’antisemitismo anche nel mondo reale: nel 2021 in Svizzera si sono registrati 53 casi, contro i 47 del 2020. Questi episodi riguardano principalmente insulti e dichiarazioni fatte in pubblico.

Tra i fatti più gravi avvenuti in presenza, il rapporto elenca i danni alla proprietà. A febbraio 2021 sulla porta d’ingresso della sinagoga di Biel sono infatti stati incisi, utilizzando un oggetto appuntito, slogan antisemiti e una svastica. Per quanto concerne invece l’online, viene ritenuto particolarmente preoccupante un episodio avvenuto a gennaio 2021, quando numerose persone hanno disturbato un evento Zoom della Comunità liberale ebraica (JLG) di Zurigo con immagini di Hitler e graffiti osceni.    

Nell'anno in esame, FSCI o/e GRA hanno sporto denuncia contro sei estremisti di destra e antisemiti. Tra questi, un argoviese che ha scritto in un tweet che molto dell'Olocausto è stato inventato e ha descritto la maggior parte di esso come «una distorsione ebraica della storia». 

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