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SVIZZERA / ITALIADa Roma a Nyon in ambulanza per sfuggire alla quarantena

28.12.21 - 08:09
La giovane aveva già trascorso 10 giorni di isolamento in hotel. Ma il secondo tampone era nuovamente positivo
Depositphotos (foto d'archivio)
Fonte 20 Minutes
Da Roma a Nyon in ambulanza per sfuggire alla quarantena
La giovane aveva già trascorso 10 giorni di isolamento in hotel. Ma il secondo tampone era nuovamente positivo
Il trasporto in ambulanza, interamente a carico della studentessa (che ha pagato 3'500 euro), è stato autorizzato dal Ministero della salute italiano.

NYON / ROMA - Tre giorni trascorsi a Roma, a metà dicembre, che hanno preso rapidamente la piega di un incubo. Protagonista della vicenda è una ragazza romanda, che si trovava in visita nella capitale italiana con un'associazione universitaria e che ha dovuto trascorrere dieci giorni in quarantena dopo che il test PCR effettuato per poter rientrare in Svizzera ha dato esito positivo.

«Sono rimasta sorpresa - racconta a 20 Minutes la giovane - dato che ho ricevuto due dosi di vaccino. E tra le sedici persone del mio gruppo sono stata l'unica che è risultata positiva». Con il tampone positivo scatta quindi l'obbligo di quarantena per la ragazza, che aveva chiesto di poter effettuare un secondo test, da passare in un albergo. «Non mi hanno spiegato nulla. L'unica cosa che mi hanno detto è che avrei passato dieci giorni in quel luogo». E così sarà. In quel lasso di tempo un avvocato, contattato dalla sua famiglia, le fa avere alcuni test rapidi, che daranno sempre esito negativo. Ovviamente inutili per mettere fine all'isolamento, ma di buon auspicio in vista del tampone di controllo alla fine. Così però non sarà.

Trascorsi dieci giorni - senza sintomi e in una stanza d'hotel che la studentessa di Nyon non descrive propriamente come un paradiso - il secondo test PCR risulta di nuovo positivo. Per la 23enne si profilano quindi altri sette giorni di isolamento nello stesso albergo. «I primi dieci sarebbero anche stati sopportabili se non fossi dovuta stare in quelle condizioni. Erano quelle che lo rendevano difficile». Stando al calendario, la giovane sarebbe dovuta restare nuovamente in quarantena fino al 31 di dicembre. Ma dopo aver già dovuto passare il compleanno da sola, non era intenzionata a fare lo stesso anche per Natale e Capodanno.

C'era una sola possibilità per poter rientrare in Svizzera, racconta. Andava trovato un accordo, mediante i suoi avvocati, con il Ministero della salute italiano per autorizzare il trasporto in ambulanza della giovane a casa. E andrà proprio così. E non a buon mercato. Costo del trasporto: 3'500 euro a proprio carico e 9 ore di viaggio. Ma con un lieto fine. «Al mio arrivo a Nyon ho fatto il test, che è risultato negativo, e ho potuto trascorrere il Natale con la mia famiglia. Ed è stato il più bello dei regali.»

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