Al ristorante il plexiglass, il disinfettante... e la multa

Il proprietario di uno steakhouse è stato invitato a pagare 3.000 franchi di multa per un "cavillo" burocratico
Ha sì aderito alle misure di protezione del Covid-19, ma non aveva nessun documento che lo attestasse
Il proprietario di uno steakhouse è stato invitato a pagare 3.000 franchi di multa per un "cavillo" burocratico
Ha sì aderito alle misure di protezione del Covid-19, ma non aveva nessun documento che lo attestasse
AARBURG - Conto salato per un ristoratore titolare dello steakhouse Alvin di Aarburg (AG). Al suo indirizzo si è infatti visto recapitare una multa da ben 3.000 franchi, come riporta oggi un servizio di Tele M1.
Il motivo? I locali erano provvisti dei divisori in plexiglass, dei dispenser di disinfettante e di tutto quanto richiesto dai concetti di protezione previsti. Peccato che non avesse nessun documento in grado di dimostrarlo ufficialmente agli ispettori. Insomma, un cavillo burocratico.
Il ristoratore ha trovato «ingiusto» il provvedimento, arrivato a suo modo di vedere senza nessun preavviso. E ha impugnato così la sentenza, con successo.
La sanzione è stata ridotta in modo massiccio: il tribunale ha constatato infatti che il locale era sì sprovvisto di un documento ufficiale necessario, ma aveva comunque aderito alle misure richieste. La multa è stata così ridotta a 400 franchi, più le spese procedurali.
È improbabile che il titolare di Alvin sia l'unico ristoratore condannato per violazioni delle norme anti Covid, almeno secondo TeleM1. Il presidente d GastroAargau, Bruno Lustenberger, comprende la difficile situazione in cui si trovano di nuovo confrontati i ristoratori: «I concetti di protezione cambiano continuamente ed è difficile stagli dietro. Una volta dobbiamo mantenere le distanze, un'altra non ci è permesso rimanere aperti la sera, e poi le mascherine...».





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