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SVIZZERAAl via l'operazione “Vaccinazione”, ma senza buono da 50 franchi

13.10.21 - 15:30
Il Governo federale ha deciso di rinunciare all'incentivo. Ma si punterà sulle postazioni itineranti e sulle consulenze
20min/Simon Glauser
Al via l'operazione “Vaccinazione”, ma senza buono da 50 franchi
Il Governo federale ha deciso di rinunciare all'incentivo. Ma si punterà sulle postazioni itineranti e sulle consulenze
Per l'offensiva i costi a carico dello Stato non supereranno i 96,2 milioni di franchi. Un investimento «sostenibile» se paragonato alla spesa per i test effettuati per convenienza

BERNA - Una settimana dedicata alla vaccinazione (dall'8 al 14 novembre), più postazioni itineranti e consulenze. È su questi elementi che si baserà l'offensiva di vaccinazione pianificata dalla Confederazione. Non sarà quindi previsto un buono da cinquanta franchi per chi convince un amico o un conoscente a farsi vaccinare. Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale, che si è riunito extra muros a Lucerna, tenendo conto delle risposte dei Cantoni alla consultazione. Anche il Ticino si era detto fermamente contrario all'incentivo economico, sostenendo che «influisce negativamente sulla libera scelta e sul diritto all'autodeterminazione».

Attualmente in Svizzera è completamente vaccinato il 71,2% della popolazione over 18. Rispetto agli altri paesi europei, restiamo il fanalino di coda. Eppure - lo ha ribadito il ministro della sanità Alain Berset - «la vaccinazione rimane il modo migliore per uscire dalla pandemia di Covid-19, una pandemia che è iniziata quasi seicento giorni fa». La campagna di vaccinazione deve pertanto accelerare, in particolare con l'arrivo dell'inverno che potrebbe dare una nuova spinta alla diffusione del coronavirus. «La situazione epidemiologica è incoraggiante, ma resta fragile» ha detto, anche considerando che in più cantoni sono iniziate le vacanze autunnali, con partenze per l'estero.

A giugno si effettuavano circa 60'000 inoculazioni al giorno, «oggi sono circa 10'000». Bisogna fare di più. Per poter revocare i provvedimenti, è necessaria una copertura vaccinale del 90% tra gli over 65 e dell'80% tra le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni (sono percentuali riviste verso l'alto a causa della variante delta, che rappresenta ormai il 100% dei virus rilevati in Svizzera). Per raggiungere questi obiettivi, vanno vaccinate ancora circa 900'000 persone. Nella vaccinazione, la Confederazione non intende lasciare soli i Cantoni. Anche se comunque i Cantoni, ha sottolineato Berset, «stanno facendo un ottimo lavoro».

In ogni caso, il Consiglio federale non ha la possibilità di porre fine a questa crisi. «Ma possiamo farlo come società» ha detto Berset. «Quest'offensiva non è l'ultima possibilità, ma la vaccinazione è una misura importante per uscire dalla crisi». Il Governo non ha tuttavia stabilito quali siano i termini per definire la fine della crisi. «Le misure introdotte hanno l'obiettivo di evitare che si perda il controllo della situazione e che si assista a un sovraccarico degli ospedali».

La settimana di vaccinazione - Come detto, l'operazione “Vaccinazione“ si baserà su tre pilastri. In primis la settimana nazionale di vaccinazione, che tra l'8 e il 14 novembre avrà l'obiettivo d'informare il maggior numero possibile di persone sui vantaggi del provvedimento. Come? Attraverso una comunicazione chiara, plurilingue e basata su dati affidabili. Il Consiglio federale invierà inoltre una lettera alla popolazione per sottolineare l'importanza della vaccinazione. Il costo della settimana? Poco più di 15 milioni di franchi.

Le unità mobili - Le unità mobili di consulenza e vaccinazione permettono di avvicinarsi alle persone non ancora vaccinate, agevolando loro l'accesso a una consulenza e anche al preparato. «Si tratta di rendere il più semplice possibile l'accesso alla vaccinazione» ha spiegato il consigliere federale. Attualmente sono cinquanta quelle attive. Il loro numero potrà aumentare sensibilmente grazie al sostegno della Confederazione, che assumerà i costi per un importo massimo di 220'000 franchi per unità supplementare, per un totale che non supererà i 38 milioni di franchi. L'incremento delle unità mobili ha trovato, nella consultazione, il sostegno di una minoranza dei Cantoni, per questo motivo il Governo ha deciso di dare questa possibilità: «Chi vorrà fare uso delle unità mobili, le utilizzerà. Chi non le vuole, non userà».

Informazione individuale - Inoltre, la Confederazione intende offrire una consulenza individuale alle persone indecise. Le attività di consulenza si svolgeranno sotto forma di discussioni di gruppo, contatti individuali o telefonici oppure attraverso la funzione di chat individuale dei social media. I consulenti non sapranno né chiederanno se la persona a cui si rivolgono è vaccinata o no. I Cantoni possono reclutare i consulenti, ma possono pure affidare l'incarico a organizzazioni o istituzioni come Spitex o altri centri di consulenza. La Confederazione coprirà i costi legati all'impiego dei consulenti, stanziando 43 milioni di franchi.

La fattura finale dell'offensiva non supererà i 96,2 milioni di franchi. Un investimento che è definito «sostenibile» se paragonato ai costi dei test effettuati per convenienza, pari a circa 50 milioni di franchi alla settimana.

UFSP

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