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SVIZZERA
01.09.2021 - 15:050
Aggiornamento : 15:49

Ubs chiede ai dipendenti il colore della pelle

Un'indagine interna suscita qualche irritazione. La banca: vogliamo promuovere inclusione e diversità

Fonte 20 Minuten/Dominic Benz
elaborata da Davide Illarietti
Giornalista

ZURIGO - Asiatico, bianco, nero o latino? Ubs vuole conoscere il colore della pelle dei propri dipendenti. E ha lanciato un'indagine interna con un formulario online che, oltre Gottardo, ha fatto storcere qualche naso.

L'indagine - si legge sulla homepage - è rivolta a «tutti i collaboratori in Svizzera». Questi ultimi sono invitati a selezionare una categoria a scelta fra «Asian», «Black», «Latin American», «White». Ma c'è anche l'opzione «due o più gruppi etnici» e «un altro gruppo etnico» da precisare. 

Il questionario ha suscitato qualche perplessità. «Anche se ho la pelle chiara, sono comunque riluttante a definirmi in base a questo parametro» ha raccontato un impiegato a 20 Minuten. Tra colleghi sarebbero nate discussioni. «C'è chi ha paura di essere assegnato al "gruppo bianco" perché teme che questo possa essere usato contro di lui in futuro» afferma il collaboratore. 

Ubs ha spiegato che il sondaggio è pensato per promuovere i temi della diversità e dell'inclusione. «Vorremmo avere una migliore panoramica della composizione etnica della forza lavoro, per identificare e affrontare meglio le sfide legate all'etnia» chiarisce una portavoce. «La partecipazione all'indagine è su base volontaria, e le informazioni vengono ovviamente trattate in modo confidenziale». 

Per quanto riguarda la scelta del colore della pelle come criterio, la banca spiega di avere «voluto fornire una categoria semplice» e di averne discusso internamente con gli organi di rappresentanza dei dipendenti. 

Anche la concorrente Credit Suisse sta valutando di lanciare un'indagine simile in Svizzera. Qualcosa di simile è già stato realizzato nelle filiali estere della banca. «Le informazioni vengono raccolte al fine di garantire equità ed uguaglianza tra tutti i dipendenti in fase di reclutamento e promozione» spiega un portavoce. 

Per Daniela Frau, docente di gestione della diversità presso la School of Management & Law dell'Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), si tratta di tentativi positivi da parte delle grandi aziende. «La raccolta dati è essenziale per capire se ci sono problemi di disuguaglianza o discriminazione» spiega. «Se le aziende non comunicano bene i motivi dell'indagine, tuttavia, tra i dipendenti può nascere irritazione.

Anche l'esperta di risorse umane Ann Forster comprende le incertezze espresse dai dipendenti. «Non siamo abituati a questo genere di sondaggio in Svizzera, è una novità». Negli Stati Uniti, indicare la propria etnia è invece abbastanza comune sul lavoro. «Sono sicura che andremo anche qui nella stessa direzione». 

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