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A nuoto da Chillon a Ginevra in meno di 20 ore

Noam Yaron, giovane nuotatore vodese, ha nettamente battuto il record della traversata per il lungo del Lemano.
keystone-sda.ch (SALVATORE DI NOLFI)
Noam Yaron accolto al suo arrivo a Pâquis
Fonte ats
A nuoto da Chillon a Ginevra in meno di 20 ore
Noam Yaron, giovane nuotatore vodese, ha nettamente battuto il record della traversata per il lungo del Lemano.
Ci è riuscito nonostante sulla sua rotta abbia dovuto fare i conti con alcuni problemi fisici e con alcuni ostacoli dovuti al maltempo.
LOSANNA - Un giovane nuotatore vodese, Noam Yaron, ha battuto oggi il record della traversata per il lungo del Lemano: partito dal castello di Chillon (VD), è arrivato al lido di Pâquis a Ginevra coprendo la distanza di 75 km in 19 ore, ...

LOSANNA - Un giovane nuotatore vodese, Noam Yaron, ha battuto oggi il record della traversata per il lungo del Lemano: partito dal castello di Chillon (VD), è arrivato al lido di Pâquis a Ginevra coprendo la distanza di 75 km in 19 ore, 53 minuti e 7 secondi.

Due ore meno del previsto - Finora pochi avevano affrontato questo percorso: il precedente primato era stato stabilito dallo spagnolo Jaime Caballero, che nel 2016 aveva fatto segnare un tempo di 22 ore e 39 minuti. «Non mi aspettavo di andare così veloce; prevedevo un tempo intorno alle 22 ore: sono molto soddisfatto della mia performance», ha commentato lo sportivo, intervistato da Keystone-ATS. Il 24enne aveva già attraversato due volte il Lemano, ma solo nella sua larghezza.

Vortici, detriti e onde sulla rotta - Yaron ha detto di essersi divertito molto nella traversata, sebbene abbia dovuto affrontare «forti dolori muscolari» e «alcuni momenti di panico». La situazione si è rivelata particolarmente delicata durante la notte al largo della località francese di Thonon, dove il fiume Dranse sfocia nel lago: a causa del maltempo degli ultimi giorni il nuotatore ha dovuto affrontare vortici e molti detriti, tra cui interi tronchi d'albero. Anche il vento e le onde hanno reso la sfida più difficile. Le condizioni hanno anche costretto i suoi compagni a cambiare la barca che l'accompagnava.

L'impegno di Yaron - che ha nuotato in alternanza crawl e dorso - non aveva solo una dimensione sportiva: mirava a sensibilizzare il pubblico sull'inquinamento nel lago provocato dalle plastiche.

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