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SVIZZERA
17.03.2021 - 20:350
Aggiornamento : 22:44

Un gioco erotico tra medici è finito in tragedia

Una dottoressa italiana di 32 anni è deceduta a casa di un collega di San Gallo, cinque anni fa

Oggi l'uomo, 55 anni, è comparso davanti al giudice con l'accusa di omicidio colposo e negligenza. Avrebbe nascosto gli attrezzi erotici dopo avere chiamato la polizia

SAN GALLO - Era venuta in Svizzera per passare una serata "hot". E invece del piacere ha trovato la morte. Oggi in un'aula di tribunale è stato ripercorso minuto per minuto il gioco erotico costato la vita a una 32enne italiana, di professione medico, trovata morta nell'estate del 2015 nell'appartamento dell'amante a San Gallo. L'uomo, anch'egli medico, è comparso alla sbarra con l'accusa di omicidio colposo. 

Amore violento, estremo. I due medici - lei residente nella vicina Penisola, lui caporeparto in una clinica sangallese - avevano una relazione a distanza, nonostante fossero entrambi sposati. La sera della tragedia la 32enne aveva raggiunto il 55enne in Svizzera con l'intenzione esplicita di fare sesso violento, ignara di quello che la attendeva. Per il Ministero pubblico la professione medica dell'imputato è un'aggravante, in quanto «avrebbe dovuto essere consapevole dei rischi a cui esponeva» la vittima. 

Sul corpo della donna sono stati trovati diversi lividi, segni di colluttazione e di "bondage". Pratiche a cui i due non erano nuovi (su Whatsapp erano soliti scambiarsi foto osé e discutere le proprie fantasie sessuali) ma la cui violenza era «esagerata» secondo gli inquirenti, anche in considerazione della «costituzione esile» della donna. A un'amica, la 32enne aveva confidato di avere fatto «fatica a sedersi» per giorni a seguito di un precedente incontro.  

L'imputato tuttavia nega di avere praticato sesso violento, quella sera. Stando alla sua versione, avrebbe trovato la donna priva di sensi sul balcone attorno alla 1 di notte, dopo essersi svegliato dal sonno. «All'inizio ho pensato che si fosse addormentata. Mi sono avvicinato e ho capito che era morta» ha raccontato l'uomo in aula. «Ho tentato di rianimarla ma senza successo. Aveva la schiuma alla bocca, le labbra viola e le palpebre già secche». Alla 1.15 il medico ha allertato la polizia dicendo di avere «un'ospite dall'Italia che non si è sentita bene». 

Una versione a cui il Ministero pubblico non crede. Secondo la Procura, sarebbe stato il 55enne a spostare il corpo sul balcone. Inoltre, prima dell'arrivo della polizia avrebbe provveduto a nascondere in uno scantinato gli attrezzi erotici utilizzati durante la serata. Oltre che di omicidio colposo, il 55enne è accusato di negligenza per non avere chiamato il pronto soccorso. La pena pecuniaria richiesta è di 240 aliquote giornaliere sospese per due anni, per un totale di 156.000 franchi, più le spese processuali e una multa da 6500 franchi. 

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