Keystone - foto d'archivio
ULTIME NOTIZIE Svizzera
SVIZZERA
11 min
E se il 12 settembre diventasse festa nazionale?
Non solo il Primo d'agosto. In Svizzera bisognerebbe introdurre un nuovo giorno festivo. La proposta al governo
FOTO
ZURIGO
2 ore
Pompieri in azione a Zurigo
Intervento in Langstrasse per un incendio sviluppatosi in una cantina
SVIZZERA
2 ore
I dipendenti Swiss non vaccinati saranno lasciati a casa
Gli equipaggi dovranno essere vaccinati. Agli indecisi sarà concesso un periodo di riflessione di sei mesi
SVIZZERA
4 ore
La tappa svizzera del “treno europeo”
Si tratta dell'iniziativa “Connecting Europe Express” volto a promuovere la ferrovia nel continente
SVIZZERA
4 ore
Nessuno dovrebbe avere più di cento milioni di franchi in banca
Dopo la sconfitta dell'Iniziativa 99%, la Gioventù socialista si prepara a lanciare una nuova iniziativa
SVIZZERA
5 ore
È morto l'architetto svizzero Robert Haussmann
Il prossimo 23 ottobre avrebbe compiuto novant'anni
SVIZZERA
5 ore
Collegialità violata, il Governo opta per il "no comment"
Il presidente Guy Parmelin non ha preso posizione sulle asserzioni del suo collega (anche di partito) Ueli Maurer.
SVIZZERA
6 ore
Strage di Zugo, un minuto di silenzio
Era il 27 settembre di 20 anni fa. Un forsennato armato di un fucile d'assalto uccise 14 politici cantonali
SVIZZERA
6 ore
L'Onu si congratula per il "sì"
Il matrimonio per tutti è accolto positivamente dall'Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani
SVIZZERA / FRANCIA
7 ore
Giudice malato, verdetto UBS posticipato
Continua a tenere banco il contenzioso fiscale tra la grande banca elvetica e la Francia.
SVIZZERA
8 ore
Fuoco incrociato su Berset e Maurer
Sarà un'ora delle domande infuocata quella di questo pomeriggio sotto la cupola di Palazzo federale.
SVIZZERA
8 ore
Nel weekend 3096 contagi in Svizzera
Sono 11 i decessi registrati dall'UFSP. Altre 49 persone sono state ricoverate
SVIZZERA
9 ore
Economiesuisse spinge sulla legge Covid
L'organizzazione padronale chiede alla politica di blindare il certificato
LE REAZIONI
07.03.2021 - 14:350
Aggiornamento : 16:10

«Il no alla legge E-ID è un sì all'identificazione gestita dallo stato»

Il popolo ha sonoramente bocciato la legge federale sui servizi d'identificazione elettronica.

Il progetto non ha convinto il popolo: «Una nuova soluzione potrebbe essere lanciata tra un paio d'anni». L' Alleanza per un'eID svizzera: «Perso un'opportunità». USAM: «Un passo indietro».

di Redazione
Keystone-Ats

BERNA - «Il "no" alla legge E-ID è un "sì" all'identificazione gestita dallo Stato», ha detto Erik Schönenberger, uno dei responsabili della campagna contro l'E-ID, alla televisione svizzera tedesca SRF. Mentre per i fautori  del progetto è stata «persa un'opportunità».

Tutti i partiti e i comitati referendari concordano sulla necessità di una soluzione statale praticabile in tempi relativamente brevi, in cui il popolo possa avere fiducia. Secondo Schönenberger, è possibile lanciare una nuova identità elettronica fra due anni. «Se necessario, potrebbe essere integrata con un chip, una soluzione sicura e conveniente», ha aggiunto.

«Il netto "no" popolare all'E-ID dimostra che i compiti sovrani devono essere mantenuti in mani pubbliche», secondo il Sindacato dei servizi pubblici (VPOD-SSP). L'aspetto della sicurezza dei dati ha avuto un grande peso nella scelta dell'elettorato. «Gli svizzeri sanno a chi possono affidare un compito delicato», precisa un comunicato. Il fatto che qualcuno potesse trarre profitto utilizzando i dati dei cittadini è stato determinante per la bocciatura del progetto.

«Stupita del netto no» - La consigliera agli Stati Andrea Gmür (PPD/LU) alla televisione svizzera tedesca SRF ha detto di essere sorpresa dal chiaro "no" all'E-ID. A suo parere la denominazione ha avuto un ruolo nella bocciatura: sarebbe stato meglio chiamare l'identità elettronica "Log-In qualificato", ha detto la presidente del gruppo parlamentare del Centro.

«Padroni dei propri dati» - Da parte sua il presidente dei Verdi Balthasar Glättli ritiene che la bocciatura odierna del progetto d'identità elettronica apra «una porta per una soluzione sostenibile».  È importante che ognuno possa essere «padrone dei propri dati», ha aggiunto. L'identificazione elettronica è necessaria, ma è giunto il momento anche per la firma elettronica. E ci sarebbero molti altri campi di applicazione, anche per l'economia e le PMI, ha detto Glättli alla televisione svizzera tedesca SRF.

«Persa un'opportunità» - Bocciando la legge sull'identità elettronica, la Svizzera ha perso "l'opportunità di fare un grande passo avanti nello sviluppo tecnologico", secondo i sostenitori del progetto. Ora tocca ai politici trovare una nuova soluzione. L' Alleanza per un'eID svizzera chiede quindi un dialogo rapido e costruttivo. L'Alleanza nota con rammarico che le riserve dell'elettorato hanno prevalso, afferma un comunicato. La Svizzera sta così perdendo l'opportunità di un «E-ID autodeterminato e di una maggiore sicurezza giuridica nell'identificazione digitale».Purtroppo, non è stato possibile far capire l'importanza di una «digitalizzazione di successo» alla maggioranza della popolazione. Le preoccupazioni sull'E-ID richiedono ora un'analisi approfondita. Occorrerà vedere quanto velocemente una nuova soluzione capace di ottenere il sostegno della maggioranza possa essere sviluppata e adottata.Nicolas Bürer, direttore esecutivo di Digitalswitzerland, ha fatto appello ai politici affinché riprendano in mano rapidamente il dossier. «Dobbiamo andare avanti nell'interesse di tutti e non perdere altro terreno a favore di altri paesi», si legge nella nota.

Delusione anche da parte di USAM: «Il No all'e-ID rappresenta un passo indietro per l'ulteriore sviluppo dell'e-government e della digitalizzazione». Respingendo la legge, gli oppositori non hanno guadagnato nulla, la Svizzera invece ha perso molto tempo nel processo di digitalizzazione. La Confederazione è già in ritardo rispetto ai paesi che hanno la propria e-ID da anni, afferma un comunicato. Ora c'è bisogno di «una nuova soluzione per regolare le condizioni quadro per l'introduzione dell'e-ID», perché questo è un elemento importante per l'innovazione nell'economia sempre più digitalizzata.

Lo Stato "non è bravo" a gestire la tecnologia - La bocciatura dell'identità elettronica è un segno di sfiducia della popolazione nelle grandi aziende, secondo la presidente del PLR Petra Gössi. Non è un voto generale contro l'E-ID e il risultato dimostra quanto sia importante la questione della sicurezza dei dati. Una soluzione "statale" però non sarà immediata. Durante la crisi pandemica, infatti, sono emersi problemi legati alle soluzioni informatiche gestite dallo stato, ad esempio per quanto riguardale vaccinazioni, ha detto Gössi a Blick TV. Anche la App Swisscovid «non funziona molto bene», ha aggiunto. Per questo lo stato non potrà proporre velocemente una nuova soluzione per l'identità elettronica.

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-09-27 22:20:51 | 91.208.130.85